Savona: le Fornaci rendono omaggio a Franz Porta

Franz Porta e le Fornaci: un rapporto inscindibile. È questo il tema di una locandina franzsorta di itinerario d’arte dedicato all’artista fornacino scomparso nel 2001 che si inaugura domani, venerdì 8 agosto 2014 alle ore 17,30 con un vernissage nella galleria presso la Cappella di San Michele. Saranno due settimane in cui le Fornaci celebrano il grande artista savonese, celebre per il suo stile inconfondibile.

Ma vediamo in dettaglio il programma di domani. Alle ore 17,30 si parte con la mostra a San Michele per la “Savona di Franz Porta”. Poi alle 18,30 ci si sposta nella chiesetta di Sant’Antonio in via Cilea per “le Fornaci di Franz Porta”. Alle 19 si prosegue presso la SMS Giardino Serenella e la Pizzeria La Bussola per la “Miscellanea”; infine alle 19,30 allo scaletto dei Pescatori con le “Cartoline di Franz Porta”; Alle 19,45 aperitivo allo Scaletto a cura del Panificio delle Fornaci. Domenica 10 agosto ci sarà una estemporanea di pittura dalle 9,30 alle 17 per le vie del quartiere, concorso aperto a tutti. Le mostre di Franz Porta nei luoghi suddetti saranno visitabili venerdì, sabato e domenica con orario 18-22. altre opere saranno esposte negli esercizi commerciali del Quartiere nell’orario di apertura, con le “Vetrine di Franz Porta”.

Profilo Biografico (a cura di Silvano Godani) – «Franz Porta, al secolo Gian Franco Porta, nasce a Bergamo il 21 febbraio 1937 in una famiglia della media borghesia, primo di tre figli con il fratello Giorgio e la sorella Maria Pia. Fortissimo il legame con la madre Elvira dotata di temperamento artistico (suona il pianoforte) che lo incoraggia nella precoce inclinazione verso il disegno e la pittura sostenendone l’iscrizione presso l’Accademia Carrara di Bergamo. Qui si diploma nel 1957 sotto la guida dei maestri Achille Funi e Trento Longaretti; poi, attratto dall’Espressionismo tedesco, si reca a Monaco di Baviera partecipando attivamente al Movimento Artistico Monachese con mostre personali e collettive fino al 1959. Rientrato in Italia lavora con Mauro Pelliccioli, importante restauratore di livello internazionale, su affreschi del Bramante, del Romanino, del Foppa, della Scuola Bizantina nella chiesa trecentesca di S.Agostino a Bergamo, della Scuola di Mantegna, del Veronese nella Villa Palladiana di Sesso-Schiavo di Sandrigo a Vicenza e al Teatro Olimpico. Intanto viene scoperto a Milano da Aligi Sassu che lo introduce ad Albisola, dove nel 1961 vince la medaglia d’oro al Premio Internazionale Primavera degli Artisti.

Attratto dalla straordinaria concentrazione di artisti di fama internazionale che in quegli anni frequentano Albisola e Savona, decide di fermarsi nel capoluogo che lo ospita più volte nel Palazzo Comunale (1963-1966-1968), al Teatro Chiabrera per l’inaugurazione della Stagione Lirica (1973), nella Galleria Vangelista (1972-1973), per l’inaugurazione della nuova Stazione FF.SS. di Savona-Mongrifone dell’architetto Pierluigi Nervi con una sua grande tela dedicata alla vecchia Stazione Letimbro (1977), per l’apertura della nuova Scuola Elementare XXV Aprile alle Fornaci (1980) con una sua opera su tavola.

Savona, e in particolare il Borgo Fornaci dove impara il dialetto locale e si sente stimato e benvoluto da tutti, diventa la sua patria elettiva dalla quale muove alla conquista del Mondo in maniera un pò anarchica e personale grazie all’amicizia di artisti-collezionisti-funzionari di ambasciata. Così, staccandosi di quando in quando dalla sua tana in via Donizetti e dal suo tavolo fisso alla Pizzeria La Bussola, espone con successo in Germania Occidentale e Orientale-Francia-Inghilterra-Belgio-Svizzera-Austria-Canada-Stati Uniti-Sud America, senza trascurare l’Italia (Genova-Firenze-Roma-Milano dove il suo appoggio resta costantemente la Galleria Treves-Varese-Cuneo-Alba-Campione d’Italia-Albisola). Ma poi torna sempre alla sua amata Savona, rifugio sicuro anche quando nel 1995 perde la cara mamma Elvira e si ritira dal mondo spezzando simbolicamente il cavalletto perché niente e nessuno lo interessano più. Muore pochi anni dopo, stroncato in tre mesi da un tumore ai reni, a Nembro, paese vicino a Bergamo dove risiede la famiglia che lo assiste fino alla fine, il 1° giugno 2001».

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