Caccia, Bruzzone: “Secondo l’ISPRA, il ritardo nella riproduzione degli animali esiste solo in Liguria”

Questa mattina, Francesco Bruzzone è intervenuto nel Consiglio Regionale Francesco Bruzzone 02della Liguria in merito alla proposta di modifica del Calendario Venatorio della Liguria, a seguito della sentenza del TAR, e in particolare sulla variazione di data per poter liberare i cani (dal 15 agosto al 15 settembre).

“Si tratta di un adeguamento della sentenza del TAR della Liguria, secondo la quale non andrebbe bene, come data di apertura, il 15 agosto, e in cui si parla di ‘possibilità di liberare i cani’. È un dato un po’ anomalo e curioso, collegato a un parere dell’ISPRA che sostiene che la riproduzione degli animali che vivono sul territorio non sarebbe ancora conclusa a fine agosto. Tutto questo è singolare perché, negli ultimi 30-35 anni, non è stato così: dal 1977 fino all’anno scorso, al 2013, ciò non accadeva. Improvvisamente, da un anno all’altro, secondo l’ISPRA ci sono due settimane, quindici giorni di ritardo nella fase riproduttiva degli animali. Ma la cosa più curiosa è che questo ritardo nella riproduzione lo abbiamo solo noi in Liguria, mentre nelle altre Regioni non c’è, neppure in quelle confinanti”, ha affermato il Consigliere Regionale della Lega Nord.

“Gli animali che si riproducono a Millesimo, dunque, sono due settimane in ritardo rispetto a quelli di Ceva, che dista pochissimi chilometri. Quelli di Sassello, in ritardo rispetto a Cartosio, e così via. È un dato alquanto singolare, e non nascondo un certo stupore. Il gruppo Lega Nord, per questo motivo, ha deciso di astenersi dal votare la modifica al Calendario Venatorio, evidenziando inoltre la presenza di una forma di discriminazione molto forte nei riguardi dei cani dei cacciatori: i cani, solitamente, possono essere portati liberamente a girare in campagna quando si vuole. I cani dei cacciatori no, non possono essere liberati, anzi devono restare chiusi in un recinto per sette mesi l’anno. Appare evidente come i cani dei cacciatori godano di meno diritti rispetto a tutti gli altri cani”, ha aggiunto Francesco Bruzzone.