“Io e il mio medico, quando non ci capiamo o per capirci meglio”: incontro ad Albenga con il dottor Vincenzo Prunelli

Venerdì 8 Agosto alle ore 17 presso la sala conferenze della Biblioteca camice bianco stetoscopio xG00Civica di Albenga “Simonetta Comanedi” prosegue la rassegna “I venerdì della Biblioteca” con la presentazione del volume: “Io e il mio medico, quando non ci capiamo o per capirci meglio”, a cura dell’autore Vincenzo Prunelli, medico neuropsichiatra, psicologo dello sport e presidente dell’Associazione senza scopo di lucro “Nuovo Sport Giovani” con sede a Torino.

Il dottor Vincenzo Prunelli, in merito al volume precisa quanto segue: “Il paziente è convinto che la Medicina sia onnipotente, e che il medico possa scoprire e guarire qualunque male e sia capace di preservarlo dalla sofferenza e, forse, anche dalla morte, mentre il medico sa che la Medicina non può tutto, è sempre più esposto all’errore e non può soddisfare ogni esigenza. Entrambi hanno ragioni e torti. Il paziente vorrebbe un medico sempre pronto a esaudire interessi e bisogni e al totale servizio. Il medico, invece, vorrebbe un paziente fiducioso, riconoscente, sempre d’accordo e mai angosciato da problemi che non gli sa risolvere”.

“La realtà è diversa. Ognuno ha esigenze e caratteri propri non sempre moderati che si manifestano anche nel rapporto terapeutico. Il paziente crede che la scienza abbia una risposta a tutto e il medico sia un missionario che deve soddisfare qualsiasi richiesta. E il medico si trova a operare tra le certezze non infallibili della conoscenza scientifica e il campo poco esplorato e complesso delle scienze umane. Occorre che si conoscano, prendano atto dei comportamenti e delle convinzioni che creano incomprensione e distanza, facciano entrambi la propria parte e magari un passo indietro, per capirsi e tentare insieme un’efficace correzione. L’intenzione è di portarli ad assumere consapevolezza dei propri atteggiamenti e degli effetti che l’uno determina nell’altro, e rimuovere ostacoli alla comprensione reciproca che, il più delle volte, sono banali e superabili”.