Sel: “voteremo legge elettorale regionale se verranno accolti nostri emendamenti”

Sarà discussa in Consiglio Regionale la prossima settimana una legge Alessandro Benzielettorale «parziale e insoddisfacente, frutto dell’applicazione anche in Liguria delle larghe intese. Infatti la nuova legge nasce da un asse privilegiato con Forza Italia, come i consiglieri forzisti non hanno mancato di fare rilevare nelle dichiarazioni di questi giorni». Così sostengono Angelo Chiaramonte (Segretario Sel Liguria), Carla Nattero (Responsabile Regionale Enti Locali- Segreteria Sel Liguria) e Alessandro Benzi “Consigliere Regionale Sel”.

«Dopo mesi di melina, è arrivata questa accelerazione “alla Renzi” che, pur di raggiungere il risultato, presenta in Consiglio un articolato grezzo e, per molti versi, preoccupante. Ci rendiamo conto che la legislatura è agli sgoccioli, ma il risultato, da tutti condiviso, della cancellazione del listino non giustifica una legge così criticabile», proseguono gli esponenti di Sel.

Il punto principale di critica è «la mancata indicazione di una soglia minima per ottenere il premio di maggioranza o, almeno, in alternativa, l’indicazione di un premio di maggioranza ristretto scaglionato in rapporto alla percentuale ottenuta dalla coalizione vincente. Noi pensiamo che il mancato inserimento di una garanzia democratica di questo tipo sia anticostituzionale, analogamente a quanto stabilito dalla Corte per il meccanismo analogo del Porcellum. Secondo noi è molto facile che la legge elettorale su questo punto sia fermata. Per cui senza colpo ferire, la maggioranza regionale delle larghe intese farebbe la bella figura di volere eliminare il listino, ma nella pratica, introducendo un largo premio di maggioranza senza soglia minima, metterebbe a rischio di incostituzionalità la nuova legge. Con il risultato in definitiva, visti i tempi stretti, di votare la prossima primavera con la vecchia legge e quindi mantenendo in vita quel listino che si voleva a parole eliminare. E tutti sanno che molti, anche nel PD, sarebbero felici di quest’esito perché il listino faciliterebbe nei territori le alleanze con singoli personaggi che già si stanno tessendo».

«L’altro punto per noi assolutamente inaccettabile della legge varata dalla I Commissione è la mancata indicazione della doppia preferenza di genere. In audizione associazioni e la rete delle donne l’hanno ben spiegato: non si può rinunciare a una conquista di civiltà che è già presente nella legge per le elezioni comunali e in molte leggi regionali. La sua mancata presenza pone la Liguria fanalino di coda della modernità e della buona politica. La collocazione alternata in lista ovviamente non risolve il problema, perché il salto di qualità vero consiste nel distribuire le preferenze in maniera più paritaria tra i generi e non semplicemente le posizioni in lista. E suonano, dopo anni di immobilismo, quasi come una presa in giro le parole di chi dice che, dopo l’approvazione della legge in Consiglio, questo punto può essere ripreso e modificato. Su questi due punti critici fondamentali il nostro consigliere Alessandro Benzi presenterà, in coerenza con quello che ha sostenuto in questi giorni, degli emendamenti e il nostro voto finale sulla legge dipenderà dal loro accoglimento o meno».

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