Patrimonio culturale e verde urbano: la Liguria primeggia

Con 121,4 unità ogni 100 km quadrati la Liguria è al primo posto in Italia Giancarlo Grasso 02per densità di beni archeologici, architettonici e museali. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, che ha analizzato il rapporto Bes 2014, Benessere equo e sostenibile in Italia, su dati Istat, la nostra regione supera di gran lunga territori come Lazio (54,4), Umbria (53), Veneto (49,9) e Lombardia (43,4). Nel Centro e nel Nord si trova la concentrazione maggiore di beni censiti dal rapporto (rispettivamente 47,6 e 37,6 ogni 100 km²), mentre il Sud registra una densità minore (22,5). Ma non solo: il 50% degli edifici presenti in Liguria ha un valore storico. Insieme all’Umbria e dopo la Toscana (78%), la nostra regione è al secondo posto in Italia per percentuale di edifici storici mantenuti in ottimo o buono stato di conservazione: sono ben il 74%. Agli ultimi posti Calabria e Sicilia, con percentuali di poco inferiori al 50%.

Un altro elemento qualificante del paesaggio urbano è la presenza di aree verdi. Anche in questo caso la Liguria primeggia: con 10 m² ogni 100 m² Genova è la prima tra le grandi città d’Italia per densità di verde urbano. In valore assoluto il primato va a Roma, con 28 milioni di m², seguita da Milano (oltre 10 milioni) e Torino e Genova, entrambe con più di 8 milioni di metri quadrati. «È evidente – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – che la nostra regione beneficia di molte bellezze naturalistiche e culturali, bene prezioso non solo per la qualità della vita dei cittadini, ma anche per le nostre micro e piccole imprese: essendo la principale attrattiva del flusso turistico interessato a scoprire la Liguria, il contesto architettonico e paesaggistico rappresenta una fondamentale fonte di business per tutte le imprese attive nell’indotto, circa il 14% del totale dell’artigianato ligure».

Sono 6.562 (il 3,1% del totale in Italia, dati Istat) le micro e piccole imprese artigiane liguri potenzialmente interessate da attività turistiche: in calo dell’1,6% nell’ultimo anno, si tratta, per la maggior parte, di realtà attive nei trasporti (1.830), nell’agroalimentare (1.445) e in attività manifatturiere e servizi (1.070). Seguono ristoranti e pizzerie (953), imprese di abbigliamento e calzature (651) e altre realtà attive nella ristorazione come bar, caffè e pasticcerie (circa 528). Al primo posto la Lombardia, con oltre 32.400 imprese, seguita da Toscana (20.600), Emilia Romagna (17.750) e Veneto (17.650). Agli ultimi posti Valle d’Aosta (88), Molise (94) e Basilicata (123). Osservando la distribuzione per macroaree, il primato va però al Mezzogiorno, con oltre 64.800 imprese, seguito da Nord Ovest (quasi 54 mila), Centro (52.400) e Nord Est (42 mila).

Nel dettaglio provinciale, Genova è al primo posto in Liguria con 3.577 attività artigiane interessate al turismo (1.258 sono imprese di trasporti, 530 ristoranti e pizzerie e 461 altre attività manifatturiere e di servizi). Segue Savona, con 1.333 realtà, di cui 316 attive nell’agroalimentare, 254 nel manifatturiero e servizi e 237 nei trasporti). Imperia conta 860 micro e piccole imprese interessate, di cui 226 attive nel manifatturiero, 216 nell’agroalimentare e 179 nei trasporti. Infine 792 imprese si trovano alla Spezia: il settore agroalimentare vince con 189 realtà, seguito dai trasporti (156), e ristoranti e pizzerie (136).