Albenga, la magia di Dado Moroni e Pino Ninfa a Palazzo Oddo

di Alfredo Sgarlato – Una serata eccezionale ad Albenga nell’ambito Dadodella mostra “Come un racconto chiamato jazz”, organizzata a Palazzo Oddo dall’associazione Rapalline in Jazz. Pino Ninfa, fotografo di livello internazionale, nato a Catania, ma che si divide tra Milano e Piana Crixia, ha spiegato i segreti della propria arte. Introdotto da Umberto Germinale, altro fotografo straordinario che ha raccontato la storia del loro incontro e di una lunga amicizia, Ninfa ha narrato come fotografare sia raccontare una storia, e quindi cercare la meraviglia nel quotidiano. Questo comporta variare il punto di vista; cogliere il momento (“scolpire il tempo” diceva Tarkovskij); trasformare un ostacolo, per esempio un leggio che copre un musicista, in elemento narrativo; una lezione di vita oltre che di stile.

Quindi sale al proscenio Dado Moroni, pianista genovese altrettanto apprezzato in America quanto da noi, e non è facile per chi non è nativo. Moroni prende spunto dalle foto che lo circondano e sceglie di una serie di eroi del jazz che omaggia: Sonny Rollins, Monk, Dave Brubeck, John Lewis, Hampton Hawes. Composizioni come “Ask me now”, “In your own sweet way”, o “Django”, primo omaggio di un musicista afroamericano, il leader del Modern Jazz Quartet John Lewis, a un musicista europeo, il grande chitarrista gitano morto in quell’anno (ma anche a Beethoven) rifulgono di nuova luce. Moroni le affronta con stile percussivo, con potente strumming sui bassi e fraseggi eleganti della mano destra che fondono mirabilmente tutte le influenze contenute nella musica di questi meravigliosi maestri, senza perdere mai di vista il blues, il padre di tutta la musica del ‘900.

Dado, che è anche ottimo intrattenitore, spiega la storia e il senso delle varie composizioni, e confessa di essere anche scrittore di favole. Nella seconda parte Moroni e Ninfa improvvisano una perfomance: Il fotografo sceglie una serie di foto, il reportage da Haiti devastata dal terremoto, e il pianista improvvisa ispirato dalle immagini. Le foto sono strazianti ma anche piene di speranza, specie quando ritraggono mamme, bambini, musicisti, danzatori, la cui voglia di vivere non è stata spezzata. Le foto stimolano il lato più lirico di Dado Moroni, pianista dal tocco intenso come pochi. Una bellissima serata come vorremo vederne in continuazione.

La mostra è visitabile fino all’8 giugno, oltre alle foto di Pino Nifa si possono ammirare le ottime foto del concorso fotografico tenuto durante il festival dell’estate scorsa, Gianni Coscia protagonista assoluto, che ha visto primi tre classificati Flavia Colombini, Dino Gravano e Cristian Borrello (NdR: per le foto esposte, vedi qui Corsara 23-5-2014). Ancora grazie a tutti i volontari di Rapalline in Jazz per lo splendido evento regalato, sperando di goderne ancora molti.