Anniversari: i cento anni di Sun Ra (forse)

di Alfredo Sgarlato – Il 22 maggio del 1914 nasceva a Birmingham, SunRaBnAlabama, una delle personalità più singolari nella storia della musica, Herman Poole Blount, in arte Sun Ra. La sua vita fu, anche ad arte, avvolta nel mistero. Già la data di nascita è incerta, il 22 maggio è quella considerata più probabile, e per quanto riguarda l’anno, quando io ero un ragazzino che scopriva la musica e la TV diffondeva alcune indimenticabili performance a Umbria Jazz, si favoleggiava che avesse già novanta o cento anni…

A lungo si seppe poco di lui, anche perché fece una lunga gavetta come musicista di blues e swing, fino ad esplodere a fine anni ’60 dopo aver fondato l’Arkestra, un numeroso collettivo che fondeva il jazz più evoluto con elementi di funky, musica etnica, classica (amava Chopin, Rachmaninov, Schoemberg e Šostakovič) ed elettronica: fu tra i primi ad usare il sintetizzatore nel jazz, con cui si lanciava in interminabili a solo. Ma era anche pianista dal tocco splendido: ascoltate nel bellissimo tributo a Walt Disney “Stay awake”, a cura di Hal Wilner la sensazionale versione della “Pink elephants on parade” per credere.

Purtroppo, o per fortuna, chissà, il musicista Sun Ra era messo in secondo piano dalle bizzarrie dell’uomo. Oltre ai misteri sulla sua vita, al bizzarro nome d’arte (Sun Ra significa “sole sole”, in inglese ed egiziano) pretendeva di essere nato su Saturno, e in contatto con gli UFO, trovate molto imitate in seguito. Obiettore di coscienza, fu incarcerato e quindi riformato come “personalità psicopatica, per quanto molto intelligente ed erudita”. Univa la musica ad una complessa filosofia che mescolava elementi gnostici ed esoterici, buddismo e antirazzismo, a volte così assurdi da far pensare ai musicisti stessi che fosse solo un singolare senso dell’umorismo o una trovata commerciale.

“Space is the place” era il suo motto. Vestiva in modo eccentrico e imponeva strane divise alla band, oltre a volere che i musicisti fossero tutti polistrumentisti. Tra i membri della sua Arkestra ricordiamo grandissimi come Don Cherry, Pharaoah Sanders, Julian Priester e i fedeli luogotenenti John Gilmore e Marshall Allen. Negli anni ’70 assurse a musicista di culto per poi essere messo un po’ da parte, fino alla morte avvenuta il 30 maggio 1993.

Quindi col nuovo millennio è stato riscoperto e non si contano i musicisti e i gruppi che lo citano come ispiratore, anche i più lontani stilisticamente, vedi i confidenziali rockers Yo La Tengo che hanno inciso una cover di “Nuclear war”. Ma dai Grateful Dead a Lady Gaga (!) passando per Velvet Underground, Residents, Debbie Harry, John Lurie, i fans adoranti non si contano. L’Arkestra continua a suonare in giro capitanata dal sassofonista Marshall Allen, che il 25 maggio compirà novant’anni. Forse, perché anche lui si sospetta sia molto più vecchio.

Mi piacciono tutti i suoni che sconvolgono le persone, perché sono troppo soddisfatte di sé, ed esistono suoni che le sconvolgono davvero, e ragazzi, c’è davvero bisogno di sconvolgerle e renderle meno soddisfatte, perché il nostro è un mondo terribile: forse a quel punto si daranno da fare” (Sun Ra)

il trend dei desideri: la rubrica Corsara di Alfredo Sgarlato


1 Comment

  1. Grande Alfredo magari non subito ma mi vado sempre a rivedere i tuoi articoli musicali perché ottimi, completi ed equilibrati. Perle per chi non ha eliminato dai propri sensi l’ascolto.

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