Oltre 6 milioni i lavoratori del terziario in attesa rinnovo CCNL; nasce la F.I.S.T., la nuova grande Federazione Italiana Sindacati del Terziario

(Roma) – La Fisascat Cisl fa il punto sullo stato dei rinnovi contrattuali di Pierangelo Raineri Fisascat G00settore. Partendo da un’attenta riflessione sugli scenari economici e sulle evoluzioni normative del lavoro, il consiglio generale della categoria in corso a Roma al Crowne Plaza Hotel propone un’accelerazione dei negoziati aperti per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro.

Sono oltre 6 milioni i lavoratori dipendenti del terziario, della distribuzione e dei servizi, della distribuzione cooperativa, del turismo, degli studi professionali, delle imprese di pulizia, servizi integrati/multiservizi, dell’acconciatura e dell’estetica e dell’ortofrutta in attesa di un avanzamento delle trattative per i nuovi contratti.

Il Consiglio Generale della Fisascat, ribadisce le posizioni espresse dalle delegazioni trattanti ai tavoli negoziali, dove le associazioni datoriali, a fronte della recessione ancora in atto, chiedono una maggiore flessibilità del mercato del lavoro e dell’organizzazione del lavoro: sì alla flessibilità contrattata, ma finalizzata alla stabilizzazione ed alla creazione di nuova occupazione, sì alla definizione di un aumento salariale dignitoso che restituisca il potere di acquisto alle retribuzioni, favorisca la ripresa dei consumi e contrasti il pericolo deflazione.

“I rinnovi contrattuali possono fornire un valido supporto al processo di ripresa economica del nostro Paese – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri – Siamo coscienti delle difficoltà congiunturali del Paese, ma anche altrettanto consapevoli che è proprio attraverso la contrattazione che possono essere individuate nuove soluzioni per stabilizzare il lavoro ed al contempo rispondere alle necessità delle imprese di ridurre i costi di gestione”.

Nel pomeriggio i consigli generali Fisascat e Felsa hanno formalizzato la costituzione della F.I.S.T., la Federazione Italiana Sindacati Terziario, dando seguito al progetto di accorpamento annunciato nelle scorse settimane in vista della realizzazione di nuove modalità organizzative di rappresentanza del lavoro dipendente, autonomo, atipico e somministrato. Ai lavori era presente anche il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni.

La F.I.S.T., la nuova grande Federazione Italiana Sindacati del Terziario, ha l’obiettivo di garantire una rappresentanza sindacale adeguata alla composizione dellíattuale mercato del lavoro italiano, caratterizzato dal ricorso sempre più frequente alle tipologie di lavoro flessibile.

“La flessibilità non è sinonimo di precarietà – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri – Un sindacato moderno si deve fare interprete delle evoluzioni del mercato del lavoro e prevedere, nei rinnovi contrattuali di settore, l’estensione dei diritti e delle tutele anche a chi non ha un rapporto di lavoro dipendente”.

Un progetto ambizioso, spiega il segretario generale della Felsa Ivan Guizzardi. “Prevedere percorsi di stabilizzazione anche per chi opera in forma autonoma, atipica e somministrata è uno dei nostri obiettivi – ha dichiarato Guizzardi – Con questa nuova sinergia puntiamo ad un riconoscimento di queste realtà nei contratti nazionali di lavoro”.

Alla nuova F.I.S.T., che coordinerà i sindacati di seconda affiliazione Fisascat e Felsa, è affidato il compito di stabilire gli indirizzi generali delle politiche contrattuali e di rappresentanza da attuare per la promozione e la realizzazione del welfare contrattuale e della bilateralità, per lo sviluppo di politiche previdenziali integrative, oltre che per líavvio di percorsi di formazione professionale finalizzati alla occupabilità.

A battezzare la nenonata federazione è il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. “Una giornata storica questa che sancisce l’avvio di una nuova nuova forma di rappresentanza del lavoro indipendente – ha commentato il leader della Cisl – Contrastare le partite Iva fasulle, dare riconoscimento alle forme atipiche ed autonome del lavoro e stabilizzare il lavoro nel terziario, è questa la linea che la Cisl sostiene da sempre”.