Elezioni Albenga- Raffaella Paita: Giorgio Cangiano deve vincere al primo turno per un cambiamento e il riscatto della città(fotogallery)

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di Mary Caridi – Una sala San Carlo affollata,  ieri sera, ha accolto l’assessore regionale Raffaella Paita, e il sindaco di Pietra Luigi De Vincenzi, arrivato ad Albenga per discutere di enti locali e portare il sostegno alla candidatura di Giorgio Cangiano. Nel presentare gli ospiti il segretario ingauno del Pd – Alessandro Andreis –  afferma: “un punto cardine del programma di Giorgio Cangiano è di riportare Albenga al centro e divenire motore dello sviluppo e della crescita del comprensorio”. Anche il sindaco di Pietra Ligure, De Vincenzi, lo sottolinea: “è una sfida importante per Cangiano, cambiare verso è stata la mira iniziale anche da noi, dopo un’infelice esperienza con la Lega Nord.  Giorgio ad Albenga, dovrà segnare quella discontinuità e quel cambiamento che i cittadini chiedono con forza e allacciare tutti quei rapporti con i comuni del territorio per fare sistema”.

 “Un’Albenga che nel corso negli anni dell’amministrazione Guarnieri è restata isolata, priva di legami costruttivi con la regione Liguria,  – dice  Raffaella Paita – arroganza, figlia di una cultura politica che porta al populismo e all’isolamento e che non aveva contatti con i gruppi dirigenti delle altre città. Come regione abbiamo aiutato tutti i comuni, a prescindere dal colore politico. Io non ricordo un progetto che riguardi Albenga presentato dalla Guarnieri. Da qui non è venuto nulla, non a caso –  denuncia Raffaella Paita – perché si faceva della cultura dell’isolamento quasi una virtù, e questo ha indebolito e reso marginale un territorio che poteva essere grande. Ha ragione Giorgio Cangiano, lui deve vincere al primo turno, perché Albenga vuole tornare a essere grande e ascoltata e lo può fare se mette in campo una classe dirigente seria. Amministratori che sappiano fare del dialogo il loro metodo costante e che sappiano costruire –  tra politica e territorio – un rapporto fatto di concretezza. In queste giornate sono rimasta sorpresa favorevolmente da  Giorgio Cangiano, lui mi ha detto: ‘non ti chiedo progetti faraonici,  ma di aiutarci a mettere insieme tutti i comuni che stanno nella piana e mettere a sistema ogni settore, dai rifiuti, alla mobilità, dal turismo, alla depurazione, ai servizi sociali, all’acqua; che ci  aiuti a diventare un sistema’”.

“Questa volontà  – prosegue Paita – c’è da parte della Regione, ma lui deve vincere il 25  perché senza un comune forte è difficilissimo costruire un sistema forte”. Giorgio Cangiano afferma: “ad ogni evento che organizziamo vedo tantissime persone e questo mi da coraggio, ma aumenta la mia responsabilità di DARE quel cambiamento che gli albenganesi chiedono con forza. La città è in grande difficoltà; non voglio addossare solo alla Guarnieri tutte le colpe (c’è anche una crisi economica) ma il suo atteggiamento, arrogante e sbagliato, ha isolato Albenga dalla regione Liguria. Per tornare a crescere dobbiamo fare sistema, mettere insieme i comuni del territorio. Nei numerosi incontri con le associazioni e le categorie, da loro non arrivano richieste complesse ma, con voce unanime, chiedono tutti l’impegno dell’amministrazione a confrontarsi e a discutere prima di compiere scelte su decisioni importanti”.

“Il voto del 25 maggio è decisivo e dobbiamo vincere al primo turno, con ben sei liste in campo è un impresa difficile, ma dobbiamo far capire ai cittadini che – pur comprensibile – il voto per delusione e di protesta sarebbe  un voto perso, una scelta che non darà una guida forte e  credibile alla città. Sto affrontando questa sfida, per amore della città di Albenga, per dare una risposta positiva alla grande voglia di un profondo cambiamento e ho determinazione e forza”, conclude Giorgio Cangiano, invitando tutti alla massima mobilitazione.

1 Comment

  1. Tex hai perfettamente ragione ma fatti dire come hanno composto le accoppiate e da quello potrai intuire che anche voti i bei giovani il 27 saranno tutti a casa a cercare di capire quello che oggi ancora non hanno capito ossia essere stati semplicemente ma inesorabilmente presi per il culo

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