Carceri e misure alternative: siglata intesa tra Ministero Giustizia, Liguria, ANCI e Tribunale di Sorveglianza di Genova

Migliorare le condizioni di vita nel carcere, attraverso l’uscita di soggetti Martelletto da giudice 01bisognosi di percorsi terapeutici e il lavoro dei detenuti. È questo l’obiettivo del protocollo operativo che è stato siglato quest’oggi tra il Ministero della Giustizia, la Regione Liguria, l’ANCI Liguria e il Tribunale di Sorveglianza di Genova. Alla firma dell’intesa erano presenti il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il vicepresidente e assessore alla salute, Claudio Montaldo, il presidente di ANCI Liguria e sindaco di Genova, Marco Doria e il presidente del Tribunale di sorveglianza di Genova, Giorgio Ricci.

Il protocollo di oggi firmato con la Liguria segue quelli già siglati nei giorni scorsi con Umbria e Lazio. Una collaborazione istituzionale che dovrà servire a migliorare le condizioni di vita nel carcere, attraverso l’uscita di soggetti bisognosi di percorsi terapeutici e anche attraverso il lavoro dei detenuti, per dare così una risposta efficace alla sentenza Torreggiani che vada oltre la questione quantitativa dello spazio vitale minimo per ciascun detenuto.

“In questo modo – ha spiegato il vicepresidente della Regione e assessore alla salute, Montaldo – vogliamo dare un contributo concreto per alleggerire la situazione carceraria e individuare soluzioni alternative di inserimento sociale e lavorativo, tenuto conto che la Liguria è una delle regioni italiane con il più alto numero di detenuti tossicodipendenti in Italia. Su un totale infatti di 1.600 detenuti ben il 40% risultano tossicodipendenti rispetto ad una media italiana del 30%”.

Nel protocollo siglato quest’oggi in Regione una particolare attenzione viene infatti riservata ai soggetti tossicodipendenti che, per la loro condizione, hanno bisogno di percorsi specifici riabilitativi, rieducativi e di reinserimento sociale e lavorativo. È previsto infatti un impegno da parte della Regione, in accordo con gli Enti locali coinvolti, ad individuare comunità residenziali, anche a scopo terapeutico, in grado di ospitare detenuti tossicodipendenti in alternativa agli arresti domiciliari.

Per quanto riguarda la Liguria è previsto per il 2014 l’inserimento in struttura di 20 persone, 40 nel 2015 e 50 nel 2016. Inoltre attraverso il FSE, il fondo sociale europeo è previsto di lavorare anche all’inserimento lavorativo di tali soggetti e l’individuazione, attraverso ANCI e il Terzo settore, di luoghi di domicilio per tutte quei detenuti che ne sono privi, proprio per permettere loro l’accesso a misure alternative. È inoltre contemplato l’impegno a promuovere percorsi di formazione lavoro, a titolo volontario e gratuito su progetti di pubblica utilità.

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