Savona, “Giovani, Disagio e Dipendenze: Giochiamo di squadra!”

L’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Savona, nell’ambito Savona Priamar fp 02dell’attività di prevenzione, area tematica di cui si occupa promuovendo progetti in collaborazione con l’Asl 2 e altri soggetti, ha voluto organizzare un momento espressamente rivolto ai giovani con un programma dedicato in particolare agli studenti delle Scuole Superiori del nostro territorio, agli educatori del mondo della scuola e dello sport, ai genitori e aperto a tutta la cittadinanza.

“Giovani, Disagio e Dipendenze: Giochiamo di squadra!” è il titolo della giornata dedicata ai giovani e alla prevenzione delle dipendenze, in programma per il 16 maggio alle 9.30 presso la Sala della Sibilla alla Fortezza del Priamar.

L’iniziativa, realizzata anche grazie alla collaborazione della sezione savonese dell’Ipa (International Police Association) che opera anche in progetti di promozione della legalità e dei corretti stili di vita, vede il patrocinio e la collaborazione dell’Asl 2 Savonese e di altre associazioni: Csi, Judax Agorà, Olimpia 5, SMS-Savona Muove Savona, quest’ultima una neonata associazione che fa capo al corso di laurea in Scienze Motorie presso il Campus universitario di Savona.

L’incontro prevede l’intervento dell’Asl 2 Savonese con due diversi progetti per i giovani legati alla prevenzione e alla terapia attraverso il gioco. A seguire, porteranno la loro esperienza ospiti d’eccezione tra cui il Dott. Giorgio Cerizza e Mister Emiliano Mondonico, allenatore della squadra di calcio formata dai pazienti del Servizio per le Dipendenze di Rivolta d’Adda, una figura senza dubbio amata e riconosciuta autorevole dai giovani stessi.

Dichiara Elisa Di Padova, Assessore Politiche Giovanili: “Ho fortemente voluto questa iniziativa per gli obiettivi che si prefigge e per il metodo in cui si svolgerà la mattinata: far interagire i ragazzi direttamente con persone e testimonial che abbiano sì, esperienza tecnica, ma anche esperienza vissuta sulla pelle e riconosciuta a livello mediatico. La mattinata è stata costruita in modo che l’incontro non sia solo frontale ma permetta un dialogo virtuoso tra le diverse esperienze e con gli studenti savonesi. Spero emerga un confronto vivace e virtuoso tra le diverse esperienze. Lo sport da sempre è metafora di vita vissuta, in particolare il gioco di squadra come terapia ha una valenza ormai riconosciuta: l’allenamento, il confronto con i compagni, la condivisione delle regole e la capacità di mettersi in gioco, non sono altro che microcosmo della nostra esistenza. E’ importante che i ragazzi provino a chiedersi che cosa vanno a colmare con le sostanze o in generale con stili di vita dannosi e che creano dipendenza. Abbiamo cercato di costruire una mattinata che potrà essere utile a tutti i soggetti coinvolti, in particolare ai ragazzi perché non trascurino mai il puro piacere di stare insieme agli altri e perché non sprechino gli anni migliori della loro vita. Ringrazio Mister Mondonico e il Dott. Cerizza per aver accettato di partecipare a questo progetto con i soggetti del nostro territorio, questo è un format che si potrà replicare per altre tematiche che riguardano il delicato mondo dei giovani”.

PROGRAMMA 9.30 Saluti delle Autorità; 9.45 Introduzione di Elisa Di Padova, assessore alle Politiche Giovanili; 10.00 Youngle promuove il benessere dei giovani, con l’area Dipendenze del Ser.T, dottoressa Rachele Donini; 10.30 Calci al disagio, alla solitudine.. Dipartimento di salute mentale e dipendenze, dottoressa Simonetta Porazzo, dottor Calogero Sprio, dottor Marco Peluffo 11.00 Io, la palla e gli altri.. Un modo diverso di fare terapia. Servizio Dipendenze di Rivolta d’Adda, dottor Giorgio Cerizza, mister Emiliano Mondonico; 12.00 La parola all’esperienza – i ragazza di Rivolta d’Adda; 12.40 Domande e risposte.. confrontiamoci! Dibattito Conclusivo.

1. IN RIFEERIMENTO ALL’INTERVENTO “YOUNGLE PROMUOVE IL BENESSERE DEI GIOVANI” a cura dell’Area dipendenze, S-S-. Attività prevenzione e Ser.t ASL 2 savonese.  Il progetto “CIC online-social net skills” nasce dalla volontà di dare ascolto agli studenti delle scuole savonesi nella fascia 13-20 anni. Utilizzando gli strumenti tecnologici ed i linguaggi propri dell’età, lo scorso anno è stato aperto un profilo facebook (V. Youngle is) a cui possono accedere i giovani che cerchino un ascolto sui temi propri dell’età: relazione con gli altri e con se stessi, consumo ed effetti delle sostanze psicotrope, tematiche legate alla sessualità e all’affettività….Rispondono tramite chat in 2 fasce orarie settimanali: lunedi 20-22, giovedi 15.30-17.30, altri coetanei di 16/20 anni, opportunamente formati dagli psicologi del Ser.T. all’ascolto e ad alcune tecniche di counselling.  Il progetto riconosce agli adolescenti la capacità di essere promotori di prevenzione e benessere per sè e per gli altri. Nella dinamica di gruppo che si attiva tra i peer educator che gestiscono il servizio essi riconoscono un aiuto alla loro crescita personale, l’occasione per fare nuove esperienze e soprattutto la possibilità di esprimere le risorse positive di cui tutti gli adolescenti sono portatori. “Youngle”, rappresentato da un fantasmino, mascotte del progetto, interviene nelle presentazioni pubbliche per spiegare e dare visibilità al progetto.

2. IN RIFERIMENTO ALL’INTERVENTO “CALCI AL DISAGIO, ALLA SOLITUDIN, A– Asl 2 Savonese Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze.  L’intervento “Calci al disagio, alla solitudine , a…..” di S. Porazzo, C. Sprio, e M. Peluffo vuole rappresentare un’occasione di riflessione congiunta fra tecnici della salute mentale, utenti e rappresentanti di associazioni di promozione sociale, sulla riabilitazione delle persone che soffrono di disagio psichico attraverso attività sportive calcistiche .Tali attività nate dalla collaborazione fra il servizio di salute mentale e le due associazioni Judax Agorà e Olimpia Sv svolgono funzioni importanti e fondamentali nel processo di costruzione e attribuzione di “senso” agli accadimenti della vita e del suo scorrere nell’arco della vita stessa. Il dipartimento attraverso queste collaborazioni cerca di continuare l importante intervento di collocare e, a volte , ri-collocare la salute mentale all’ interno del contesto sociale di appartenenza. Il calcio può promuovere spazi e forme di socializzazione animati dal desiderio e dalla passione. Gli obiettivi della riabilitazione psichiatrica sono così sintetizzabili: sviluppo dell’autonomia, della valorizzazione, dell’appartenenza, della sicurezza e della padronanza di se. Tutti questi elementi sono fondamentali per poter realizzare lo sviluppo della parte migliore del Se. La collaborazione con le agenzie esterne permette di superare i venti della discriminazione , sviluppare una cultura dei legami e dell’inclusione sociale. Gli obiettivi che il nostro lavoro persegue si possono riassumere in queste due frasi: dialogare per conoscere e conoscere per accogliere. La collaborazione con la Judax Agorà che sarà presentata al convegno dall’intervento di C. Sprio e G. Azzolini nasce nel 2008.

La Judax Agorà è un’Associazione senza fini di lucro a carattere sociale, ricreativo, culturale e sportivo del Quartiere Fornaci di Savona; essa è nata nel 2008 come frutto dell’incontro di due progetti: da un parte quello del nostro Dipartimento, formulato dal sottoscritto, che intendeva perseguire l’obiettivo di offrire delle opportunità di inclusione sociale ad un gruppo di nostri assistiti i quali, anche attraverso il ricorso allo sport (e alla Pallavolo in particolare) aveva raggiunto una condizione di salute psichica accettabile; dall’altra vi era il progetto di alcuni cittadini Fornacini che consisteva nel voler offrire uno spazio di aggregazione ai bambini del quartiere……aggregazione immaginata attraverso la strutturazione di uno spazio di allenamento al gioco del calcio che non avesse velleità agonistiche, ma che permettesse la trasmissione ai giovani atleti di principi e valori, in un clima di divertimento e partecipazione.

L’incontro di questi due mondi ha consentito di dar vita ad un’associazione che non si occupa solo di sport, anche se questo aspetto assume una posizione di rilievo, e che ha in sé delle potenzialità ben maggiori di quelle ricercate inizialmente; fra le altre abbiamo: favorire l’integrazione e lo scambio fra cittadini diversi contrastando ogni forma di discriminazione (razziale, religiosa, o riferita alla condizione sociale, culturale o alla presenza o meno di disabilità più varie), mettendo in rete le reciproche difficoltà o bisogni da un lato e le risorse dall’altra; contribuire ad aiutare i soci assistiti dal Dipartimento ad avere una vita di relazione soddisfacente, intervenendo quindi, seppur indirettamente, sul loro percorso di cura; mettere a disposizione dei bambini e delle loro famiglie dei punti di riferimento, intesi come persone fisiche, luoghi in cui tessere delle relazioni e istituzioni più diverse, anche in un’ottica di prevenzione del disagio giovanile.

Come accennato pocanzi la Judax Agorà è attiva in molti ambiti e molto diversificato è il ventaglio di iniziative promosse; sia nel caso dei bambini che degli adulti lo sport rappresenta comunque il collante principale e proprio per questo oltre al calcio e alla pallavolo, che esercitiamo in modo regolare, molte altre attività sportive vengono organizzate durante il corso dell’anno (p.e. pesca, escursioni ecc ecc..);

la nostra esperienza ci ha insegnato che se vuoi trovare qualcuno che possa aiutarti a soddisfare un “tuo” bisogno (nel nostro caso offrire delle opportunità di integrazione dei nostri utenti nel tessuto sociale, lottando contro tutti i pregiudizi) devi prima cominciare col pensare cosa puoi fare tu per gli altri…..;una serie di contesti, ed in particolare quelli sportivi o le gite, consentono di creare quelle sinergie che aiutano ad affrontare il disagio, ove presente, o a prevenirlo, in modo molto più informale, spontaneo ed efficace.

La collaborazione con l’Olimpia Sv, che sarà presentata al convegno dall’intervento di Marco Peluffo, Elert Xhaxho e Andrea Delfino, nasce nel 2004, partendo da un bisogno di socializzazione di una parte dell’utenza, con buon grado di autonomia, ma con problematiche legate alla solitudine, si è proposta a livello dipartimentale un’ attività riabilitativa psicosociale che attraverso l’utilizzo del calcio e in particolare nella sua espressione a 5, potesse creare delle opportunità di integrazione.

In termini pratici si è utilizzata una passione comune a queste persone ,che è quella del calcio, per motivarle ad incontrare e condividere del tempo e dei momenti di socialità o di normalità, alleviando le sofferenze causate dall’isolamento .

Il percorso di questi anni ha permesso, forte della collaborazione di persone ed enti sensibili (ITIS Savona, CUS Savona e volontari) alle problematiche sociali, di crescere e nel 2008 di costituirsi come ASD con statuto proprio.

L’obiettivo per il futuro e quello di porsi come realtà che crea opportunità per la cittadinanza.

3. IN RIFERIMENTO ALL’INTERVENTO “IO, LA PALLA E GLI ALTRI..” a cura del Servizio Dipendenze di Rivolta d’Adda. “Io, la palla e gli altri… un modo diverso di fare terapia”. L’inserimento dell’allenamento di calcio in supporto alle altre attività sportive presenti (ginnastica dolce, piscina, palestra) è esperienza consolidata da anni nella pratica riabilitativa del Servizio per le Dipendenze di Rivolta d’Adda. Essa sta mettendo in evidenza dei cambiamenti importanti sia in chi mette in atto la pratica psicoterapica che in chi si sottopone alla psicoterapia:

Per il terapeuta, l’allenamento e la partita rendono possibili l’introduzione di regole e l’attuazione del cambiamento auspicato.

Per chi si sottopone alla psicoterapia, l’allenamento diventa la possibilità di vedere la nascita di una nuova consapevolezza nella condivisione con i compagni. L’obiettivo di cambiamento prefissato per ciascuno, appare più chiaro, definito, reale e la meta, raggiungibile.

L’attività sportiva è sempre stata una realtà che ha accompagnato la vita di molti giovani, ciò che risulta innovativo è che la pratica dell’allenamento ha ridotto i tempi ed amplificato l’efficacia dell’intervento terapeutico.

Ciò che abbiamo potuto osservare è che questa pratica si è rivelata ancor più efficace nelle persone che non avevano mai praticato sport.

Ciò ci permette di comprendere che l’aspetto agonistico e competitivo non sono fondamentali in questa metodologia, anzi, l’assenza di questi elementi permette ad ognuno di trovare un proprio ruolo nel raggiungimento dell’obiettivo comune e per far ciò conta molto di più la collaborazione e la capacità di mettersi in gioco.

Ciò che abbiamo constatato è la trasposizione simbolica di un atto estremamente terapeutico e cioè permettere alla persona di fare propria l’idea che il raggiungimento di ogni obiettivo necessita di un determinato tempo, di una certa dose di fatica, dell’esercizio di un ruolo, dell’assunzione di una specifica responsabilità, nel rispetto di norme condivise.

Per riuscire attraverso il setting terapeutico ad ottenere modificazioni rispetto a queste specifiche cognizioni, sono necessari diversi mesi di psicoterapia. Associando la pratica dell’allenamento ad essa, i tempi sono più che dimezzati.

Metaforicamente la palla è la propria vita, il piede rappresenta la capacità di prendersi in mano e la rete è l’obiettivo, la meta verso la quale ognuno si dirige. Ma per fare ciò deve conoscere e rispettare le regole del gioco e sapersi affidare ai compagni. L’essere squadra è una scoperta fondamentale per conoscere il valore del proprio ruolo nella vita.

Questa è terapia, ma anche l’essenza del percorso di crescita per ogni persona, è progetto educativo. Prima si è parlato di quanto questi cambiamenti siano evidenti per chi fa terapia, ma ciò è vero anche per chi abitualmente è allenatore: costruire una squadra che funzioni in cui il raggiungimento dell’obiettivo, anche agonistico, sia condiviso è fondamentale per una squadra vincente ma ancor più è importante per tutti quegli allenatori che si occupano del settore giovanile. Quest’approccio mette in evidenza tutta la potenzialità educativa dell’esercizio della funzione di allenatore e quale opportunità di crescita sia anche per i ragazzi l’incontro con un allenatore consapevole.