Scuole, Pellerano: “Esercitazioni a scuola contro i rischi alluvionali”

«Si deve passare dalla teoria alla pratica: oltre alle informazioni a scuola Lorenzo Pelleranosui rischi di alluvione, ci vogliono best practice[le esercitazioni]: alunni, personale docente e non, tutti siamo coinvolti per imparare ad affrontare un’emergenza». Così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, è intervenuto oggi in consiglio per conoscere “lo stato dell’arte relativamente ai Piani di emergenza comunali e per sapere se la Regione intenda richiedere ai dirigenti scolastici i Documenti di valutazione rischi, i Piani di emergenza della scuola, i Piani di evacuazione e, infine, se intenda attivarsi presso il governo affinché quanto prima venga introdotto nella scuola l’insegnamento della protezione civile”.

«Le risposte avute dagli assessori competenti Briano, per l’Ambiente, e Boitano, per l’Edilizia pubblica – commenta Pellerano – sono senza dubbio un buon punto di partenza. È apprezzabile che la Regione abbia approntato brochure informative, ma non basta. Occorre dare strumenti concreti a chi opera nelle scuole su come affrontare le calamità, in primis gli eventi alluvionali, per ridurre al massimo qualsiasi situazione di pericolo. È necessaria la collaborazione con ilCoordinamento dei genitori Presidenti dei consigli di istituto delle scuole delle quattro Province per effettuare periodiche simulazioni, il più partecipate possibili. Ricordo che dal 2012, inoltre, la legge (L.100 del 12 luglio 2012) obbliga i Comuni a dotarsi di un Piano di emergenza comunale che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione in caso di calamità».

«Riguardo le scuole, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione è il dirigente scolastico, che deve predisporre e aggiornare il Documento di valutazione rischi e, soprattutto, il piano di emergenza della scuola e il piano di evacuazione. Proprio per evitare che si ripetano eventi tragici come quelli occorsi durante l’ultima alluvione di Genova, il piano di emergenza del Comune e quello della scuola devono dialogare: è impensabile che il piano di emergenza della scuola non contestualizzi i contenuti del piano comunale e non tenga conto del contesto urbano in cui la scuola è situata e della sua appartenenza territoriale (zona esondabile, zona a rischio frane ecc). In caso di emergenza idrogeologica il piano di emergenza della scuola deve raccordarsi con le procedere descritte dal piano di emergenza del Comune in modo da non intralciare le strutture di emergenza dispiegate dal Comune. La sinergia tra i due piani è il primo obiettivo da raggiungere».

Nella stessa interrogazione Pellerano ha affrontato anche il problema dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. «È vero che la Regione Liguria ha attivato il portale dell’Anagrafe edilizia scolastica – dice Pellerano – ma è anche vero che i dati in esso contenuti e riferiti al patrimonio scolastico sono accessibili solo agli uffici abilitati di Enti e istituzioni scolastiche. Al singolo cittadino non è dato accedere alle informazioni relative alle planimetrie degli edifici o ai riferimenti geomorfologici delle zone in cui questi sorgono. Per questo ritengo che questa Giunta, in nome della trasparenza ma, soprattutto, in nome del diritto di accesso alle informazioni, debba rendere consultabile da tutti il database dell’Anagrafe dell’edilizia Scolastica, per dare a ogni genitore un quadro dettagliato e puntuale della situazione in cui si trova l’edificio scolastico frequentato ogni giorno dai propri figli».