Bruno Gorgone alla Triennale di Arti Visive a Roma

L’artista ligure Bruno Gorgone che opera tra Spotorno e Venezia partecipa Bruno Gorgone Opera a Padiglione Tibetalla Esposizione Triennale di Arti Visive di Roma che si apre il 6 giugno 2014 alle ore 17 all’ Università di Roma “La Sapienza”, Via Eudossiana n.18. L’importante evento si svolge sotto la direzione artistica del Prof. Daniele Radini Tedeschi e sarà inaugurato dal notissimo critico d’arte Achille Bonito Oliva. Il catalogo della mostra è edito dalla Editoriale Giorgio Mondadori. Organizzazione Rosa dei Venti. L’artista espone nella sezione del Museo Fondazione Crocetti.

Bruno Gorgone, noto esponente dell’astrazione italiana, ha partecipato nel 2011 alla 54.a Biennale di Venezia Padiglione Italia, nella Sezione ligure, invitato da Vittorio Sgarbi che ne segue il lavoro sin dagli anni Ottanta. Nel 2013 è quindi stato invitato alla Mostra Padiglione Tibet, curata da Ruggero Maggi e svoltasi nella Chiesa veneziana di Santa Marta – Spazio Porto in parallelo alla 55.a Biennale di Venezia.

Laureato in Architettura all’Università di Genova, Gorgone ha approfondito la sua ricerca artistica a Venezia, attraversando varie forme di espressione creativa. È noto per le opere in vetro di Murano incise su lamina d’oro a caldo e per la sua personale pittura di “pattern” ed ha esposto in mostre nazionali e internazionali in Italia e all’estero.

Anche il critico francese Pierre Restany, teorico del Nouveau Réalisme si è occupato del suo lavoro scrivendo il testo “Gorgone. Il colore nel nuovo destino dell’immagine”. Recentemente Germano Beringheli, che ne ha curato una importante mostra retrospettiva tenutasi alla Pinacoteca Civica di Savona, ha così sintetizzato il suo percorso artistico: “La vicenda artistica di Bruno Gorgone è quanto mai intensa e complessa poiché scorre lungo un itinerario che procede dalla rappresentazione realistica della natura a quella del tutto ideativa, immaginativa e perciò concettuale, dell’astrattismo. Il suo percorso ha proceduto dalle proposizioni di Matisse a quelle di Rothko attraversando De Stijl (di cui, laureato in architettura, ha contemplato il respiro delle proporzioni architettoniche con la forza evocativa dei colori) e senza trascurare alcuno dei significati delle avanguardie storiche e dei contigui settori della cultura generale successiva alle proposizioni di Baudelaire.”

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