Locali storici della Liguria: Verdi, Hemingway, De Andrè, Darling, Fossati… si ispirarono qui

C’è una Liguria tutta da riscoprire nella guida 2014 dell’Associazione Angelo Berlangieri microfoni 01“Locali Storici d’Italia” appena uscita, che racconta di duecentoquarantasei antichi e prestigiosi caffè, ristoranti, hotel, pasticcerie, confetterie che sono stati protagonisti della storia del Paese.

Quest’anno, la guida, presentata in mattinata all’assessore al Turismo e alla Cultura Angelo Berlangieri, è dedicata ai molti locali storici che hanno ispirato (o che continuano a ispirare scrittori, poeti, pittori, cantanti, compositori, fotografi che frequentandoli hanno vissuto momenti di grande creatività, trovando, appunto, l’ispirazione per le loro opere. Oppure rendendo immortale il locale grazie a una loro citazione.

Sono cinque- sui ventisei presenti nella guida- i locali storici della Liguria ispiratori d creatività : l’Osteria Luchin di Chiavari, la Confetteria Romanengo di Genova, l’Excelsior Palace e l’Hotel Riviera di Rapallo, il ristorante Da O Vittorio di Recco.

Osteria Luchin. A legare il proprio nome al locale chiavarese gestito dalla quarta generazione delal famiglia Bonino-Mangiante, è stato il poeta, giornalista e commediografo genovese Vito Elio Petrucci. Sostenitore e divulgatore della lingua e della parlata genovese, Petrucci amava la farinata di Luchin alla quale, nel 1987, dedicò anche una poesia.

Confetteria Romanengo. Un’intera lettera di Giuseppe Verdi, scritta all’amico conte Oppandino Arrivabene, datata 6 gennaio 1881, è dedicata alla Confetteria Romanengo.

“Caro Arrivanebene, nemmeno per un sogno ho voluto “confutarti”, scriveva Verdi all’amico. “Vivendo tra queste dolcezze non mi ero accorto che Romanengo sapesse condire (in realtà “candire”, ndr) tanto squisitamente ogni sorta di frutta. Me lo dissero alcuni di Parigi a cui avevo mandato di quest’opere di Romanengo. La Confetteria Romanengo è citata, indirettamente, anche nel brano di Fabrizio De Andrè “Parlando del naufragio della London Valour”, nell’album “Rimini” del 1987 (“Il pasticciere di via Roma sta scendendo le scale/ogni dozzina di gradini trova una mano da pestare/ ha una frusta-giocattolo sotto l’abito da tè”).

Excelsior Palace.

Hotel Riviera. Enest Hemingway, nel febbraio del 1923, durante il suo soggiorno nella camera 56 all’Hotel Riviera di Rapallo, scrisse il racconto “Gatto sotto la pioggia”, pubblicato nella raccolta “Our Time” e poi nei “Quarantanove racconti”.Lo scrittore cita l’albergo e descrive il monumento ai caduti e ai giardini pubblici di fronte.

Excelsior Palace. Nel 1952, lo scrittore americano Thornton Wilder , vincitore di tre Pulitzer, durante la permanenza all’Excelsior Palace, lavorò alla commedia “The Matchmarker, un grande successo a Broadway, con cinquecento repliche.

Da O Vittorio. Il locale dei fratelli Bisso è stato ringraziato pubblicamente da Ivano Fossati nella copertina dell’album “La pianta del tè”, del 1988, per averlo ispirato.

Il cantautore e pianista statunitense Gregory Darling, si innamorò del locale e registro qui il videoclip del suo grande successo “ Angel of Mercy”, del 2006, utilizzando il pianoforte che tuttora è in una sala, con un ringraziamento nel suo disco “Shell “.

Sempre da O Vittorio – ma l’episodio non riguarda la guida dei Locali Storici- il regista Silvio Soldini, nel 2004, girò alcune scene del film “Agata e la tempesta”.

Dallo scorso anno la Guida comprende anche la Piazzetta della Portofino.

Al pari di un grande albergo, un caffè o un ristorante sul mare, la piazzetta è, in effetti, un “salotto” di cultura e mondanità dall’inizio del Novecento. Fra gli ospiti il mondo dell’aristocrazia, della letteratura, dell’arte, del cinema, del lusso. Da Edoardo duca di Windsor e Wallis Simpson, Rex Harrison e Lilli Palmer, Humprey Bogart, Clark Gable, Kim Novak, Ingrid Bergman a Liz taylor e Richard Burton, Orson Welles, Soray, Ernest Hemingway, Sofia Loren e tantissimi altri.

Nel volume anche il Grand Hotel Miramare di Santa Margherita, del 1903, lussuoso testimone del Liberty nel Tigullio dove Marconi trasmise, primo al mondo, segnali radio telegrafici e radio telefonici alla distanza di 150 chilometri nel 1933 e le 15 vetrine sotto i portici del più grande caffè ligure, il Defilla di Chiavari, del 1914, con le sale tutte stucchi, parquet e specchi dove sostavano Rita Hayworth, Sordi, Totò, Paoli e i presidenti Segni e Pertini.

E ancora l’Hotel Bristol Palace di Genova, palazzo liberty del 1904 amato da Pirandello e D’Annunzio e dall’imperatore Hirohito con la scala ellitica che ispirò a Hitchcock il film “Vertigo” mentre studiava alcune riprese di “Caccia al ladro” Il Royal Hotel di Sanremo, del 1872, residenza dorata per “Sissi” imperatrice d’Austria, re Farouk, Mascagni e casa dei grandi artisti che partecipano al Festival della canzone. L’Hotel Imperial Palace (1889) di Santa Margherita Ligure dove Russia e Germania, nel 1922, si riconciliarono con il trattato di Rapallo dopo la Grande Guerra: liberty il palazzo, la hall e il “Caffè il Trattato”; magico il ristorante novecentesco, ospitò in segreto Eva Braun, compagna di Hitler, e poi le notti di Simone Signoret e Ives Montand e Humphrey Bogart e Lauren Bacall. La Pasticceria Rossignotti di via Dante a Sestri Levante, del 1900.

Fra le stirpi più longeve alla guida dei locali storici e anche in questo caso la Liguria gioca la parte del leone con la famiglia Romanengo di Genova e i Gazzolo dello Stella Portofino (sette generazioni), le famiglie Sciaccaluga della Trattoria Bruxaboschi di San Desiderio, i Rossignotti delle pasticcerie di Sestri Levante, i Raffetto-Corsiglia, anima della trattoria del Pippo di Ognio-Neirone, con cinque generazioni,la Pasticceria Liquoreria Marescotti di Genova, un locale della seconda metà del 700, visitato anche da Stendhal, di proprietà di Alessandro Cavo, famiglia produttrice da cinque generazioni degli storici amaretti di Voltaggio, marchio registrato nel 1931.

I locali storici della Liguria (circa 10% di quelli a livello nazionale), sono presenti nelle quattro province liguri di Savona, Genova, Imperia e La Spezia.

Il Savonese è presente nella guida con il caffè pasticceria Balzola, di Alassio. Nel locale, aperto nel 1902, nacque, negli Anni Venti, il “caffè-concerto” italiano con artisti del calibro di Tito Schipa e Beniamino Gigli. Al Balzola lo scrittore russo Maksim Gorki incontrava la colonia inglese di Alassio, i dolci di Rinaldo Balzala, pasticcere di Casa Savoia attirarono Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse.

Genova è presente nel volume anche con: la Pasticceria Svizzera Vital Gaspero di Albaro, l’Antica Osteria del Bai, dove Giuseppe Garibaldi e Nino Bixio salutarono con il bicchiere della staffa la partenza con i Mille dal vicino Scoglio di Quarto, il caffè Mangini, cenacolo giornalistico-letterario genovese frequentato da Sandro Pertini, la confetteria Romanengo di piazza Soziglia, fra le più antiche (1780) e famose d’Italia. Il caffè Mangini, nell’edizione 2009 della guida, entra anche nei primati dei locali storici, fra quelli più “giornalistici”, per essere stato redazione volante, oltre che di Sandro Pertini, direttore de “Il Lavoro”, anche del direttore del Secolo XIX Umberto Vittorio Cavassa.

Nel Golfo Paradiso la guida segnala anche il ristorante Manuelina della famiglia Carbone, storico punto di riferimento di Recco capitale gastronomica.

A Sestri Levante lo spazio nel volume dei locali storici è tutto per le pasticcerie Rossignotti, crema e sfoglie, cannoli, cavolini con panna, torroni e torroncini che conquistarono il presidente Roosevelt, Greta Garbo e Guglielmo Marconi. Riflettori accesi anche per la pasticceria Gemmi Il Loggiato di Sarzana, nell’estremo Levante Ligure, fondata in epoca napoleonica e sede dell’annuale concorso internazionale per giovani cantanti lirici.

Da Levante a Ponente, con un ‘altra segnalazione in provincia di Imperia. Riguarda lo storico Bar Piccardo che ha fatto la storia di Oneglia, dove si entrava solo se laureati.

Nel 1908 Mussolini si prese uno schiaffo dalla proprietaria per un complimento ardito, Fausto Coppi, con dieci minuti di vantaggio, abbandonò al Bar Piccardo la Milano-Sanremo per un caffè, prima di riprendere pedalare a tagliare il traguardo per primo nella Città dei Fiori.