Edilizia residenziale pubblica, Pellerano: “Dati preoccupanti nel bilancio di Arte”

«ARTE ha un compito statutario ben preciso: dare una risposta Lorenzo Pelleranoall’emergenza abitativa che riguarda migliaia di genovesi e garantire il diritto alla casa attraverso la gestione e manutenzione degli immobili di edilizia residenziale pubblica. Non rientra nelle sue funzioni quella di finanziare la Regione avventurandosi in rischiose operazioni immobiliari». Ha esordito così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, intervenendo all’assemblea pubblica “Il futuro di Arte è a rischio?”, che si è tenuto questa mattina nella sede del Comitato di Quartiere di Voltri 2.

«Nell’ultimo bilancio di ARTE Genova – ha spiegato Pellerano – sono presenti dati preoccupanti sullo stato di salute dell’azienda. In particolare emerge una situazione debitoria di 173 milioni di euro, di cui 104 milioni, l’83% del totale, derivante dall’operazione di cartolarizzazione di immobili della Regione. In pratica, l’ente di piazza De Ferrari ha imposto all’ex Iacp-Istituto autonomo delle case popolari di acquistare dalla Regione stessa immobili per un valore complessivo di 104.759.368, che ARTE dovrebbe poi rivendere a ipotetici privati».

«Il quadro drammatico del mercato immobiliare è sotto gli occhi di tutti e proprio negli ultimi giorni è emersa la difficoltà di ARTE nel trovare acquirenti privati; è probabile che gli incassi saranno di molto inferiori rispetto a quanto preventivato. Con questa operazione la Regione è riuscita sì a “salvare” il suo bilancio, ma ha trasferito il debito ed il rischio ad un’azienda controllata, che per di più dovrebbe occuparsi di fronteggiare l’emergenza abitativa e dedicare le proprie risorse a tal fine. Al contrario ARTE al momento dell’acquisto non aveva in cassa i fondi necessari per pagare il prezzo degli immobili alla Regione, ed è stata costretta a ricorrere a un mutuo bancario con il conseguente aumento dell’indebitamento, oltre ad oneri passivi per 853.895,66 euro e spese bancarie per 531.629,38 nel solo 2012. Pare che tra il 2009 ed il 2011 il debito dell’azienda sia aumentato del 373%».

Pellerano ha fatto osservazioni in merito ad alcune voci nel bilancio di Arte. «Fra i debiti spiccano i 19 milioni “derivanti dalla gestione del patrimonio pubblico” e i 7 milioni di “debiti verso fornitori”. Ma a preoccupare non sono solo le voci passive: saltano all’occhio anche i 32 milioni di crediti, costituiti per il 56% dalle morosità degli inquilini pari a poco meno di 19 milioni di euro. Un fenomeno, quello dell’insolvenza, che riguarda il 20% delle famiglie inquiline e preoccupa per due motivi: perché denota la grave difficoltà diffusa a pagare affitti anche molto bassi e perché non lascia presumere prospettive di rientro almeno in tempi brevi».

«Alla luce di questi numeri, la situazione contabile di ARTE pare poco rassicurante o, quantomeno, necessiterebbe di un chiarimento da parte della Giunta regionale. Per approfondire alcune voci di bilancio, circa due mesi fa avevo chiesto che fossero ascoltati nella Commissione Bilancio della Regione i dirigenti dell’azienda e che gli assessori competenti chiarissero alcuni aspetti dell’operazione di cartolarizzazione, a un anno dal suo avvio. La data della riunione in Regione non è ancora stata fissata, e oggi ho esposto le mie preoccupazioni “in anteprima” direttamente ai primi interessati al futuro di ARTE: i cittadini assegnatari, i comitati dei Quartieri, i sindacati degli inquilini. Nel frattempo, a due mesi dalla mia richiesta, ho potuto consultare le osservazioni fatte dagli ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze al bilancio regionale ed ho trovato puntuali riferimenti alla vicenda della vendita del patrimonio da Regione ad ARTE».

«In particolare nella relazione si legge che, per quanto legittime “le modalità di dismissione destano qualche perplessità, soprattutto dal punto di vista della sostenibilità economica dell’operazione da parte di ARTE Genova, a causa dell’attuale crisi strutturale del settore immobiliare.” e che “.. nel breve e medio periodo ARTE Genova dovrà, certamente, farsi carico di importanti oneri legati all’operazione in argomento (come ad esempio: gli interessi passivi maturati sull’indebitamento bancario, le spese di manutenzione, il pagamento dell’imposta IMU), in guisa da peggiorare ulteriormente la propria situazione economico-finanziaria.”. Gli ispettori del Ministero richiamano anche una pronuncia della Corte dei Conti secondo cui “… in linea di principio non appaiono compatibili con il principio di sana gestione finanziaria cessioni a titolo oneroso di patrimonio comunale ad organismi partecipati, laddove questi ultimi – privi di sufficienti risorse proprie – debbano necessariamente indebitarsi per reperire le relative fonti di finanziamento”. Di fronte a questi numeri e a queste contestazioni del Ministero pare – purtroppo – che il titolo dell’incontro sia azzeccato: Il futuro di Arte è a rischio? Qualcuno dovrà rispondere», conclude Pellerano.

All’assemblea pubblica, moderata da Giorgio Colla, presidente del Comitato di quartiere Voltri 2, hanno partecipato oltre al consigliere regionale Lorenzo Pellerano: Mauro Avvenente, presidente del Municipio Ponente, Cristina Lodi, presidente commissione Welfare del Comune di Genova, Peppino Miletta, presidente del Coordinamento dei Comitati dei Quartieri collinari, Stefano Salvetti, segretario regionale Sicet, e Calogero Pepe, segretario provinciale Sunia Genova e i rappresentanti di ARTE Genova.