Raffaella Paita: iniziata la sua volata verso la presidenza della regione

pitadi Mary Caridi –  Raffaella Paita è scesa in campo, ed è  iniziata la sua corsa verso la carica alta di governatore della Liguria. Pietra Ligure è la prima tappa del tour elettorale che durerà un anno.  Come dice lo slogan della sua campagna elettorale “piedi per terra – occhi nel cielo”,  definisce il perimetro tra sogno e  ragione, del pragmatismo, condito però da passione e  coraggio,  lo stesso che le ha consentito di rompere gli indugi, spiazzando tutti nell’annunciare la sua candidatura.

Tante persone accorse, dal sindaco di Pietra Ligure, De Vincenzi, padrone di casa, al sindaco di Celle, Zunino, di Noli, Repetto, all’assessore Lorena Rambaudi che si è schierata con la Paita, all’assessore Renzo Guccinelli, a Nino Miceli. Tanti i militanti e semplici cittadini che sono andati ad ascoltare i progetti e la visione del suo programma per la  regione Liguria dei prossimi anni.

In questa intervista di  pochi giorni fa aveva risposto ad alcune domande che rendono bene l’idea di come sia una donna decisa e pronta alla sfida che la attende. Intervista quanto mai attuale e utile per comprenderne lo spirito e le idee che la muovono in questa avvincente avventura.

D: Con la sua mossa ha spiazzato tutti. Quando ha deciso di scendere in campo, nelle primarie che sceglieranno il candidato del centro sinistra per la carica di presidente della regione Liguria del 2015?

R: Io ci ho pensato tanto, in alcuni momenti non ero convinta, poi a conclusione di un percorso amministrativo, dove sono anche molto cresciuta, ho compreso che ero pronta e all’altezza. Quando mi sono resa conto che se io non avessi espresso il mio personale punto di vista, sarei rimasta schiacciata dalle rappresentazioni giornalistiche che si facevano di me – e loreperò nelle quali io non mi sentivo minimamente rappresentata – ho deciso di dire apertamente che ero pronta per questa sfida. È stato un gesto coraggioso, fatto un anno prima, anche per sgombrare il campo da ogni ipotesi di accordicchio, uno stile che non sentirei mio in questa vicenda politica. Ho ricevuto molti apprezzamenti e qualche critica,  da chi avrebbe preferito un percorso diverso, fatto in altro periodo: ma  io sono questa qui e ho agito come mi sento.

D:  Un percorso differente da quello di Montaldo, che ha detto che se il partito lo avesse candidato lui sarebbe stato disponibile.

R: Il gruppo dirigente che è uscito da questa esperienza amministrativa, guidata da Burlando, ritengo  sia un gruppo dirigente di grande qualità.  Il dato politico importante è che ci sono persone all’altezza, ma  ognuno deve seguire la sua evoluzione naturale, ognuno con la propria storia personale.  Io ho un atteggiamento dirompente, sono una persona  a cui non piace lavorare dietro le quinte, mi piace presentarmi per quella che sono. Claudio ha invece detto che se qualcuno glielo chiederà lui sarà  disponibile. La cosa importante è continuare come giunta ad avere un rapporto coeso e indirizzato verso l’obiettivo di portare a casa il massimo di risultati possibili in questo percorso amministrativo che si chiude l’anno prossimo ma, tuttavia, palesare anche con grande nettezza e fermezza  quelle che sono le nostre ambizioni  e quelle che sono le nostre proposte per la Liguria dei prossimi 20 anni.

D: Una discesa in campo che fotografa lo stile di  una renziana doc.

R: Ho sostenuto Renzi dalla seconda ora e anche ricevuto delle critiche: ma l’ho fatto con trasparenza, ho detto cosa non mi aveva convinto della vicenda politica di  Bersani prima che si perdessero le elezioni, per cui ho fatto una critica in corso d’opera. Mi sono fatta giudicare sulla base di questo. Una volta che io ho chiaro un obiettivo e mi sento per quell’obiettivo di  fare battaglie giuste, penso di poter interpretare uno spirito molto molto trasparente. Sì, sono renziana da questo punto di vista.

D: Dopo la Serracchiani un altro governatore donna. Dove c’è una  competizione più le donne emergono.

R: Ho un esperienza alle spalle che è quella delle elezioni regionali, mi sono candidata e sono stata la prima del centro sinistra in tutta la regione, con 9300 preferenze. Essere donna è importante e sicuramente si è portatrici di un punto di vista e di un angolatura specifica;  poi però si deve sempre cercare il consenso, essere delle sgobbone, lavorare, mettersi in discussione e non farsi rappresentare come un area debole, ma cercare di misurarsi con il consenso e le capacità. Da questo punto di vita la mia storia è lineare.

Mi sono candidata nel 1997 in consiglio comunale, rapaitaho fatto il  capogruppo del Pds a 21 anni, sono stata  capo di gabinetto di un sindaco e poi assessore a La Spezia. E quando sono arrivata in Regione Liguria, ci sono arrivata con 9300 preferenze. Non mi ha regalato mai niente nessuno. Ora si valuti se sono in grado o no di svolgere questo ruolo, liberamente e con grande serenità.

D: Aver  deciso  di fare primarie, primarie vere e libere in cui ognuno potrà misurarsi è salutare.

R: Certo, perché ho visto tanti discorsi, del tipo: poi dopo le europee vedremo… ma noi dobbiamo dire con grande fermezza che vogliamo legittimare la nostra classe con il voto dei simpatizzanti, degli elettori del centro sinistra, dei militanti del Pd, in un contesto aperto e libero e a quel punto saremo più forti all’ interno della competizione vera. Mentre Biasotti si fa fotografare con il cane dudù, noi parliamo di  politica, di quello che vogliamo fare per la regione Liguria, parliamo dei grandi progetti strategici, parliamo della possibilità di far tornare grande Genova, anche uscendo da quel pantano di tentennamenti che abbiamo visto in questi anni sul tema delle infrastrutture. Noi abbiamo avuto quel risultato lì alle primarie del Pd,  con la vittoria di Doria, perché abbiamo  cominciato una discussione devastante sulla tema continuità/ discontinuità. Quel tema li è un tema che di per sé porta sfortuna è un tema di nomenklatura.

D: Ed ora viene riproposto anche sul  lavoro della giunta Burlando, rieccoci con  la cosiddetta discontinuità.

R: Vengo da un giro oggi a Rocchetta Nervina,  Isolabona, San Biagio della Cima e  Soldano. In questi comuni pieni di problemi, per loro Claudio Burlando e questa giunta sono un punto di riferimento solidissimo dal punto di vista istituzionale, perché ci siamo stati, abbiamo seguito le loro problematiche, non ci siamo mai tirati indietro quando c’era un problema da affrontare. Sono sconcertati quando gli si dice che ci vuole la discontinuità e sono anche preoccupati. Cosa vuol dire discontinuità? Chiudersi dentro gli apparati del Pd e discutere tra di noi? No, loro vogliono tanta continuità con le scelte che sono state fatte in questi anni e con la serietà che ha dimostrato questa amministrazione regionale. A partire dal  presidente e di tutti gli altri assessori, persino quelli che potrebbero essere i miei competitori alle primarie. Questa è una buona squadra, salvaguardiamone il valore e poi vinca il migliore!