Liguria, sostenere le Pubbliche Assistenze: verso una Convenzione con ministero e autostrade

All’unanimità è stata approvata dal consiglio regionale della Liguria la Palazzo Regione Liguria scritta  fp1 x00mozione, con primo firmatario Matteo Rosso (FI) e sottoscritta anche Marco Melgrati, Marco Scajola, Roberto Bagnasco, Roberta Gasco, Luigi Morgillo di FI, Franco Rocca, Alessio Saso e Gino Garibaldi di Ncd che impegna la giunta Burlando “ad attivare una convenzione con Autostrade e il ministero competente per sostenere, dal punto di vista finanziario, le Pubbliche Assistenze in servizio e a riferire al Consiglio regionale entro fine del mese di aprile”.

IL DIBATTITO IN AULA – Nel documento illustrato da Matteo Rosso si ricorda che “le nuove disposizioni della ASL 3 limitano fortemente ai medici di famiglia la facoltà di rilasciare autorizzazione al trasporto, soprattutto per gli anziani, per visite presso gli ospedali della provincia: per ridurre le spese della sanità la Regione, infatti, ha permesso ai medici di rilasciare solo richieste per pazienti allettati, oncologici e dializzati”. Secondo i firmatari i trasporti ora, non più pagati dalla Asl 3, hanno avuto un impatto non trascurabile sui cittadini e molte Pubbliche assistenze, nonostante le nuove disposizioni, continuano ad erogare un servizio necessario, non facendosi pagare ma chiedendo un contributo ai cittadini. Nel documento si ricorda che le Pubbliche Assistenze pagano il pedaggio autostradale (ad esempio, la Croce Verde di Busalla spende annualmente 5 o 6 mila euro) e si ipotizza che “le Pubbliche Assistenze che prestano il primo soccorso non sopravvivrebbero se non avessero l’entrata dei rimborsi chilometrici per i trasporti programmati, che sono stati tagliati del 40% oltre al fatto che il rimborso del carburante rimborsato è bloccato ai prezzi del 2010”.

Matteo Rosso ha auspicato il consenso unanime alla mozione: «Le spese di trasporto incidono pesantemente sul reddito di tanti anziani che talvolta proprio non si possono permettere certi costi specie se le terapie di cui necessitano sono quotidiane. Occorre mettere ordine in un sistema, quello sanitario, decisamente caotico sostenendo almeno le spese di trasporto a carico del paziente. La Regione Liguria deve stipulare un accordo con autostrade per rendere gratuito il pedaggio delle pubbliche assistenze. Senza esagerare con la manica larga, come forse accadeva qualche volta, ma evitando che situazioni assurde come quelle di un bambino paziente oncologico che doveva spendere migliaia di euro l’anno di trasporto».

Edoardo Rixi (Lega Nord – Liguria Padania) ha ricordato che la questione è stata aggravata dai guai della Fondazione Carige che prima provvedeva a finanziare il sistema delle pubbliche assistenze che oggi si trova in una situazione di sempre maggiore precarietà. Per ridurre i costi sanitari si sono accentrati i servizi, incrementando però lo spostamento dei pazienti. Tutti fatti che oggi si scaricano sui cittadini. Il rischio è che molti anziani rinuncino alle cure perché non se le possono permettere. Dobbiamo affrontare il problema nella commissione competente».

Antonino Miceli (Pd)j ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo: «Il tema ha una sua rilevanza perché il ruolo delle pubbliche assistenze e del volontariato è fondamentale. La contrazione delle risorse disponibili ha portato ricadute significative, e in alcuni casi particolarmente gravi, sui bilanci delle Pubbliche assistenze, già segnati da un quadro generale di contrazione delle risorse e rischia di disincentivare tanti volontari dal dare il proprio contributo».

Aldo Siri (Liste Biasotti) ha ribadito la necessità di riconoscere il valore pubbliche assistenze e del contributo che danno soprattutto alla popolazione anziana. Le pubbliche assistenze sono state già colpite dal taglio dei rimborsi chilometrici il cui valore per altro è riferito al 2010 e non tiene conto degli aumenti che si sono verificati in questi anni. Occorre arrivare ad una esenzione per loro del pagamento delle autostrade».

Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria Padania) ha aggiunto: «Il ruolo del volontariato è fondamentale, senza i volontari le pubbliche assistenze non sopravvivrebbero, ma il volontariato dal solo non può sussistere. Ormai è facile riscontrare fra i volontari un sentimento di delusione per le condizioni in cui sono lasciati. Una delusione che può portare ad un reflusso e a una crisi pericolosa per tutti».

Marco Melgrati (FI) «In Liguria nelle pubbliche assistenze abbiamo circa 8000 volontari che si sostituiscono al pubblico che dovrebbe fornire questo servizio di vitale importanza. E’ paradossale che le società autostradali facciano pagare il pedaggio alle ambulanze. Non credo rischino il fallimento per qualche viaggio gratuito».

Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto – riformisti italiani) ha affermato: «C’è la necessità di un piano di riordino del piano di trasporto sanitario regionale. Occorre aprire un ragionamento più vasto su come si deve organizzare smantellando alcuni riti politici e il rapporto stretto fra la politica e le associazioni di volontariato. Un rapporto spesso clientelare in senso buono, ma pur sempre clientelare. Occorre mettere a gara certi servizi anche per garantire standard qualitativi per i malati migliori e più uniformi sia per quanto riguarda la professionalità del servizio erogato che la qualità dei mezzi. E’ necessario una formazione di questi volontari, è fondamentale la manutenzione e la pulizia dei mezzi. Ogni quanto vengono lavate e disinfettate le ambulanze? Non ci si può sempre affidare al buonismo. Certi parametri oggi i cittadini li possono e li devono pretendere».

Ezio Chiesa (Gruppo Misto) ha ringraziato i colleghi di minoranza per aver presentato la mozione e i tanti volontari che ogni giorno donano il loro tempo libero».

Claudio Montaldo ha ricordato che le tariffe per i trasporti sanitari sono già agevolate, che il soccorso e i servizi emergenza sono già garantiti gratuitamente e che il pedaggio autostradale in condizioni di emergenza è già gratuito. «La Regione stanzia ogni anno 30 milioni per il rimborso dei costi sostenuti per il soccorso dializzati e per il trasporto sanitario ordinario. Il sistema è coperto in misura molto importante dal servizio sanitario regionale rispettando i livelli essenziali di assistenza. Paghiamo integralmente il trasporto di emergenza, quello per i dializzati e per le persone che non deambulano o che hanno patologie oncologiche. Nei controlli effettuati dalle Asl vi può essere stato qualche eccesso restrittivo e anche qualche eccesso rigorismo e interpretazioni risibili. È anche vero però che abbiamo abolito un po’ di disordine e qualche abuso».

«È indubbio che la riduzione delle entrate ha creato problemi alle pubbliche assistenze. Dobbiamo stare attenti perché è in corso una irruzione commerciale nel settore del soccorso e il trasporto sanitario sta diventando un business con qualche infiltrazione della criminalità organizzata. Va difeso il ruolo del volontariato, un volontariato che però deve organizzarsi meglio uscendo da una logica di parcellizzazione che non funziona più. Abbiamo la spada di Damocle frutto del ricorso alla Corte di giustizia europea di una azienda contro un’associazione di volontariato, ricorso che potrebbe dare luogo ad una sentenza che ci potrebbe obbligare a ricorrere al mercato in tutti i casi approntando apposite gare. Per questo il settore delle pubbliche assistenze deve accrescere la qualità del servizio a costi più contenuti rispetto a quelli di mercato garantendo sicurezza e tutela igienico sanitaria. Per parte nostra è piena la volontà difendere le convenzioni sul pedaggio autostradale».

Alessio Saso (Ncd) ha confermato il pieno assenso del Nuovo centro destra sugli obiettivi della mozione: «Il ruolo pubbliche assistenze è lodevole. I costi delle autostrade, in questa situazione rischiano di andare a detrimento della manutenzione e degli standard qualitativi con il grave danno per i cittadini e i pazienti colpiti nelle loro esigenze più basilari. L’approvazione della mozione dimostra quanto importante sia avere obiettivi da tutti condivisi».

L’assessore alle infrastrutture Raffaella Paita ha detto: «La mozione rafforza le iniziative che la Regione sta già stiamo portando a livello locale e nazionale. Oggi la nostra controparte non sono più solo le aziende autostradali o l’Anas ma il ministero che stipula le concessioni. È lui che deve stabilire norme uguali per tutti».