Bilancio Liguria, Pellerano: “Giunta relazioni in Commissione sulle contestazioni degli ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze”

«Ritengo opportuno che con la massima urgenza sia convocata la Lorenzo Pelleranocommissione bilancio della Regione affinché i consiglieri siano messi a conoscenza delle contestazioni mosse alla Regione dagli ispettori del ministero dell’Economia e delle Finanze sul bilancio » afferma Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che ha inviato una richiesta scritta in tal senso al presidente della Commissione II Bilancio Antonino Oliveri.

«A oggi – dice Pellerano – non abbiamo avuto modo di visionare il documento del MEF se non in alcune sue parti riportate dagli organi di stampa. Un po’ poco per farsi un’idea precisa sugli appunti mossi alla Regione sul piano finanziario.  La situazione che emerge presenta aspetti contraddittori o quanto meno meritevoli di approfondimento anche alla luce di specifiche contestazioni mosse dagli uffici competenti del Governo.  Un esempio del modus operandi di questa Regione per far quadrare i conti, e che avevo già denunciato nella discussione del bilancio, è evidenziato dalla situazione di ARTE Genova. Per effetto del processo di cartolarizzazione avviato nel 2012, e che sto seguendo passo passo, la Regione in pratica ha scaricato sulle spalle di ARTE, l’Agenzia Regionale Territoriale per l’Edilizia, un debito di 104 milioni di euro, pari all’83% del totale dei debiti attuali di ARTE Genova che ammontano a circa 173 milioni di euro, con un incremento esponenziale dell’esposizione debitoria rispetto al pregresso, quasi triplicata in un anno».

 «In pratica, la Regione per fare cassa ha trasferito ad ARTE beni immobili per circa 75 milioni di euro che, dopo la valorizzazione garantita anche dal cambio di destinazione d’uso, sono costati all’Agenzia poco meno di 105 milioni di euro: 104.759.368 per l’esattezza. Ovviamente, per fare fronte a questa spesa imposta dall’ente di De Ferrari, ARTE è stata costretta a ricorrere a un mutuo bancario, con il conseguente indebitamento, oneri passivi per 853.895,66 euro e spese bancarie per 531.629,38 nel solo 2012. Per comprendere a pieno la convenienza dell’operazione finanziaria e immobiliare attuata dalla Regione, intendo sapere perché per gli immobili “venduti” ad ARTE non è stato trovato un acquirente privato. Probabilmente perché si tratta di un’operazione troppo rischiosa. Un rischio che la Regione non ha esitato a trasferire alla propria partecipata ARTE».

 «Alla luce di questi dati, risulta senz’altro stridente la soddisfazione espressa dall’assessore al Bilancio Rossetti per il giudizio dell’Agenzia Standard&Poor’s che conferma il rating BBB+ della nostra Regione. Mi chiedo se questa valutazione tenga conto degli effetti della cartolarizzazione sull’intero sistema regionale.  Riteniamo che sarebbe senz’altro più opportuno fare chiarezza una volta per tutte sul meccanismo, molto simile a quello delle “scatole cinesi”, adottato in questi anni per scaricare i “fardelli” della Regione sulle partecipate e in particolare su ARTE che, sottolineo, ha il compito di assolvere alla richiesta di edilizia pubblica da parte delle fasce sociali più deboli».

«Sappiamo bene in che stato si trovi oggi la stragrande maggioranza delle abitazioni di ARTE: scarsissima manutenzione ordinaria, quasi inesistente quella straordinaria e liste d’attesa bibliche per i nuovi richiedenti, evidentemente originate dall’impossibilità finanziaria di ARTE nel realizzare opere primarie per rendere abitabili molti immobili oggi sfitti. Fino ad oggi la vendita del patrimonio immobiliare della Regione ad ARTE ha comportato un miglioramento dei conti della Regione , ma un forte aumento del debito del sistema regionale nel suo complesso, perché ARTE è pur sempre un ente strumentale della Regione. A questo punto vorremmo sapere per quanto ancora saranno i genovesi e gli inquilini di ARTE a dover pagare gli interessi passivi del debito contratto per far quadrare i conti di una miope gestione finanziaria della Regione», conclude Pellerano.