Alessio Cavarra: due idee di Pd si confrontano nelle primarie segreteria regionale

alessio“Quelle che si confrontano in queste primarie per la segreteria regionale ligure (così come già in quelle nazionali dell’8 dicembre scorso), sono due idee di PD: da una parte chi come me desidera un Pd aperto ai cittadini, ai loro problemi reali, che non ha paura di porsi nuove sfide e domande, ma anzi ricerca ed auspica l’ingresso di nuove energie- e chi invece desidera che il partito rimanga gelosamente chiuso, ingessato nelle vecchie logiche di apparato; logiche che come abbiamo visto, lo hanno condannato alla minorità in termini di rappresentanza”. Parole del renziano Alessio Cavarra, il quale nel delineare la sua idea di quello che dovrà essere il partito democratico in Liguria non manca di lanciare qualche stilettata agli avversari – in primis Giovanni Lunardon – nella corsa per la segreteria.

“Voglio un PD cui al centro siano i cittadini e i territori, capace cioè di valorizzare e rendere finalmente protagonista, quella classe dirigente composta da sindaci, amministratori, semplici cittadini, che sono cresciuti lavorando a stretto contatto con i problemi delle varie realtà, che ogni giorno lottano per risolverli e che con il loro lavoro ed ascolto danno credibilità e forza alla politica. Queste energie politiche e sociali cresciute nella periferia, formatesi sul campo delle difficoltà dei territori, scendendo nei quartieri ascoltando i problemi concreti delle persone, sporcandosi le mani con le rinunce che la crisi economica attuale impone anche nell’offerta di servizi, rappresentano per me la risorsa più bella che il Pd deve saper valorizzare e usare nella costruzione di un progetto di rinnovamento per l’Italia e per la Liguria dei prossimi 20 anni”.

“Io ho messo al centro della mia proposta ed agenda politica proprio questa mia idea precisa di PD che voglio, se sarò eletto- far affermare nella nostra regione. Io voglio che questo cambiamento sia evidente e netto già a partire dalla mia campagna elettorale per queste primarie, in cui non solo ho ridotto al minimo le spese, ma ho adottato un criterio di rispetto e di trasparenza per il quale nei prossimi giorni saranno tutte consultabili on line e rendicontate nero su bianco”.
“Privilegerò sempre i tour nelle periferie, nei circoli, che spendere migliaia di euro per location suggestive, foto ammiccanti o talk televisivi, favorendo l’ascolto partecipato, che nasca dal basso e che sia a contatto non con apparati politici o d’elite- ma con quelli che sono i problemi concreti dei cittadini delle varie Province liguri come io del resto da Sindaco, sono abituato a fare tutti i giorni”.
Cavarra esprime con fierezza il fatto che proprio a riprova della credibilità, trasparenza e concretezza del suo programma politico, tanti sindaci (“la carica dei 100”) abbiano già espresso senza riserve, una totale e palese adesione alla sua candidatura. “Non comprendo la politica dei respingimenti – continua – quella che ha già mostrato tutta la sua portata negativa già alle primarie del 2012. Apriamoci, non abbiamo paura. È quello che serve alla Liguria e al PD. Ciò che invece non serve più, sono le kermesse dove si lancino proclami roboanti e farraginosi davanti a platee stanche e ristrette composte da pochi soliti noti. Quello che voglio costruire assieme a tanti é un PD capace di cambiare davvero, non un Pd chiuso e conservatore, innovatore solo a parole per opportunismo e interesse. Dobbiamo uscire dalle secche di questi anni. Il PD ligure ha perso in peso politico e iscritti. E se si vanno a vedere le cose nel dettaglio si vedrà che oggi- per mero trasformismo, si finge “rottamatore” chi ha invece condiviso le responsabilità e contribuito in posizioni importanti negli organigrammi (vice segretario regionale), a questa perdita di autorevolezza e di forza del nostro partito. Cambiare verso, davvero. Di questo ha bisogno il PD ligure: una netta discontinuità rispetto a una gestione pessima”.
“E le forze ci sono. Stanno sul territorio: sindaci, amministratori, chi nel PD lavora nelle periferia, nei piccoli circoli. Queste per me sono le energie per invertire la tendenza e far tornare il nostro partito al centro della scena politica regionale , con idee e persone coraggiose. Non con un apparato che ricicla se stesso. O che almeno ci prova. Il cambiamento lo si vive e lo si pratica, tutti i giorni, lavorando duro, osando e prendendosi sulle spalle responsabilità. Non è un vestito alla moda da indossare alla bisogna. E questa differenza le persone la vedono. I cittadini non si fanno ingannare da maschere e camuffamenti. Chiedono una politica trasparente, che lavori e metta al primo posto interesse generale e non la sopravvivenza di apparato, capace di decidere con coraggio”.