Melgrati e Rosso (FI): “è ancora emergenza per i Pronto Soccorso della Liguria”

«Registriamo sempre code interminabili ai pronto Soccorso della Liguria. Matteo RossoChiediamo cosa si è fatto (o cosa si intende fare) per potenziare la rete delle emergenze sia come organico che come spazi fisici». Il Capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati e il vice-Presidente della Commissione Regionale Sanità Matteo Rosso, hanno presentato un’interrogazione urgente per avere chiarimenti sulle “intenzioni dell’Assessore alla Salute Claudio Montaldo e del Presidente Claudio Burlando in relazione al Piano delle Emergenze Sanitarie”.

«Avevamo già nel passato evidenziato – spiegano i due consiglieri – la situazione critica nei Pronto Soccorsi degli Ospedali Liguri, specialmente durante il periodo estivo, quando all’afflusso dei cittadini liguri si sommano i turisti, ma continuiamo a ricevere segnalazioni di attese interminabili e di accampamenti nei pronto Soccorso della Liguria, e non già per l’inefficienza del personale medico e infermieristico, che con l’organico a disposizione fa letteralmente miracoli, ma appunto per la scarsità di personale e di spazi a disposizione. Siamo ancora in attesa da più di un anno (doveva essere approvato nell’ottobre del 2012) del Piano Regionale delle Emergenze sanitarie, mai portato all’attenzione del Consiglio Regionale, e ci chiediamo se questo sia legittimo. E continuiamo a registrare criticità nei Pronto Soccorsi della Liguria».

«È di ieri la denuncia del figlio di un paziente genovese, che ha dovuto ricoverare il proprio padre molto anziano, e persona con protesi anca bilaterale che prima di questo incidente domestico era autosufficiente se pur con l’ausilio di stampelle, ma portatore di catetere perché non urina spontaneamente, al Pronto Soccorso di Villa Scassi. Premesso che lo staff medico infermieristico del Villa Scassi guidato dall’ottimo dott. Luca Beringheli fa l’impossibile per far si che tutti vengano visti in breve tempo, raccogliamo questa testimonianza. L’altro giorno, dopo che il padre di questo cittadino Genovese scendendo dal letto inciampava e cadeva rovinosamente a terra riportando un taglio alla testa, riconosciuto poi come trauma cranico, veniva trasportato con il 118 al P.S. di Villa Scassi. Curato e dimesso dalla neurologia senza che si fosse approfondito, al di la della sutura alla testa, il suo stato di portatore di catetere, uscito dall’ospedale stava peggio di prima, col rischio post ricovero di scoppio vescica per coagulazione sangue interna».

«Sorvolando sulle capacità dell’assistenza domicilare che lo spedisce al PS perché impossibilitata a pulire dal sangue il percorso del canale urinario, viene appunto rimandato in Ospedale, nuovamente con il 118, dove una coda di ambulanze li precedeva, trovando una trentina di persone davanti a loro, tra le quali alcune persone che attendevano ricoveri verso reparti di ospedali. In particolare un uomo con problemi di cuore attendeva in un angolo da tre giorni un ricovero: questa persona si era accampata nei corridoi del “Pronto” e da tre giorni aspettava di essere ricoverato in cardiologia ma non c’era posto né a Sampierdarena né a Sestri né a Pontedecimo né a Galliera…(Busalla e Celesia come si sa sono stati chiusi…)».

«Al di là dei problemi rilevati da questo utente, che ha scritto una lettera al Tribunale del Malato, e questo non è che uno degli episodi che ci vengono raccontati, chiediamo, con una interrogazione a risposta immediata, quali sono le intenzioni dell’Assessore alla Salute Claudio Montaldo e del Presidente Claudio Burlando in relazione al Piano delle Emergenze Sanitarie. Chiediamo – concludono Melgrati e Rosso – quando e se sarà portato alla attenzione della Commissione competente e poi all’approvazione del Consiglio e quali sono le possibilità di impiegare parte del ricavato del recupero delle fughe sanitarie (4 milioni solo con il reparto ortopedia di Albenga, come dichiarato nei giorni scorsi dall’Assessore Montaldo) per il potenziamento strutturale fisico e sul piano delle risorse umane dei reparti di Pronto Soccorso, vera “emergenza” della Sanità in Liguria».