Internazionalizzazione, Piredda (IdV): “Una promozione a misura di micro e piccole imprese”

«Con il crollo della domanda interna e il blocco quasi totale dei consumi in (foto)Italia la ricerca di nuovi mercati esteri è una scelta pressoché obbligata per le nostre imprese. Pertanto è indispensabile che l’azione politica si concentri, in tema di internazionalizzazione, nella promozione delle imprese del territorio, per oltre il 96% composte da aziende di piccole e piccolissime dimensioni sotto i 10 dipendenti, individuando le occasioni di “vetrina” che meglio rispondono alle caratteristiche delle aziende stesse». Così Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione Liguria, che ha presentato un’interrogazione su come la giunta regionale intenda predisporre nei prossimi anni le iniziative promozionali e la partecipazione a eventi e fiere di settore, nazionali e internazionali, per contribuire all’incentivazione e allo sviluppo delle micro e piccole imprese liguri.

«La grave crisi economica che ancora attanaglia le nostre aziende – spiega Piredda – ha avuto profonde ripercussioni, com’è noto, sul mondo delle imprese liguri e sull’occupazione, crollata del 4,6% solo tra il 2008 e il 2012. Secondo quanto ci riferiscono gli analisti di settore e le associazioni di categoria, le imprese che sono riuscite a sopportare meglio il 2013, annus horribilis per l’intera economia ligure, sono quelle che hanno scelto di affacciarsi sui mercati esteri. Tuttavia, la Liguria ha una propensione all’export del manifatturiero locale del 9,8%, di molto inferiore alla media nazionale del 22,5%, per non parlare del Nord Ovest (28,2%) e del Nord-Est (31,9%). Non solo: secondo l’Istat, nel 2013 la Liguria ha registrato un netto calo delle esportazioni del proprio: -16,7% al 2012, il dato peggiore a livello nazionale e in controtendenza con la media del Paese che, al contrario, registra una lieve crescita (+0,4%)».

«I dati sono il campanello d’allarme sulla situazione di oggettiva difficoltà da parte delle piccole imprese locali a portare oltre i confini regionali e nazionali i propri prodotti. Le cause sono da ricercarsi nella struttura stessa delle nostre aziende, per la quasi totalità composte da piccole imprese a conduzione familiare e a vocazione artigiana, poco strutturate e con pochi dipendenti. Di certo questa caratteristica non può essere vista come un difetto, se mai come una peculiarità che sta alla base anche della tutela e della conservazione di processi e di standard produttivi di elevatissima qualità. Quindi, senza voler snaturare il dna del nostro tessuto produttivo locale, è indispensabile calibrare su di esso la pianificazione degli interventi di internazionalizzazione predisposti dalla Regione anche attraverso Liguria International. I principali ostacoli alla mancata, o quasi, internazionalizzazione delle micro e piccole imprese liguri derivano spesso dalla non conoscenza delle lingue straniere, dalla difficoltà a trovare interlocutori-buyers, dalla mancata conoscenza di strumenti normativi, burocratici e organizzativi».

«Pertanto riteniamo che le politiche attuate dalla Regione per tradursi in azione realmente efficaci debbano essere tarate sulle piccole imprese. La Liguria e le sue imprese – conclude Piredda – hanno appuntamenti importanti nel prossimo biennio, in primis Expo 2015. L’esposizione universale di Milano avrà come tema centrale “Nutrire il pianeta”, quindi tutta la filiera dell’agroalimentare ligure – già oggi importante traino dell’export del made in Liguria – potrà ritagliarsi un’opportunità unica per farsi conoscere oltre i confini nazionali».