Crisi, tagli all’occupazione anche per Atahotel: licenziamenti in arrivo per i lavoratori della catena italiana

(Roma) Prosegue la spirale negativa che sta investendo l’occupazione nel cielo e nuvole 01settore alberghiero. Dopo i licenziamenti avviati nei giorni scorsi da Nh Hotel, anche la catena italiana Atahotel ha deciso di licenziare 81 lavoratori – su un totale di 384 addetti – coinvolti dalla procedura di mobilità avviata dall’azienda turistica che di fatto si è conclusa ieri con un verbale di mancato accordo siglato al ministero del Lavoro.

La recente acquisizione della catena, in forte difficoltà economica e con una forte presenza di servizi alberghieri in outsorcing – ex proprietà della famiglia Ligresti – effettuata dal Gruppo Unipol non ha purtroppo sortito gli effetti del piano industriale presentato ai sindacati dal gruppo assicurativo per il rilancio qualitativo delle strutture alberghiere che avrebbe dovuto riguardare i 5 Hotel Business ed le 15 strutture ricettive prevalentemente di categoria quattro stelle.

A fronte della pressante richiesta dei sindacati di attivare tutti gli strumenti utili per la salvaguardia dell’occupazione e per il sostegno al reddito – cassa integrazione in deroga, riduzione oraria, riqualificazione professionale, ricollocazioni interne, formazione professionale ed esodi volontari incentivati – il ministero del Lavoro ha dichiarato, pur in assenza di decreto interministeriale, la possibilità di concedere la cassa integrazione guadagni per un primo periodo di 3 mesi. Tuttavia la nuova proprietà Unipol ha espresso l’indisponibilità sull’utilizzo dell’ammortizzatore sociale manifestando chiaramente la volontà di procedere direttamente al licenziamento degli addetti dichiarati in esubero provocando “un profondo rammarico” da parte del dicastero che ha quindi proposto alle parti la disponibilità a riaprire il confronto sulla complicata vertenza.

Le segreteria nazionali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil “giudicano inaccettabile ed incomprensibile la posizione della azienda e per tanto proclamano da subito lo stato di agitazione e uno sciopero con assemblea dei lavoratori di 4 ore da effettuarsi in data 10 gennaio 2014 con le modalità che saranno individuate a livello territoriale e di rappresentanze aziendali ed unitarie. Successivamente i sindacati proclameranno ulteriori mobilitazioni anche al fine di spingere Unipol a ritornare sui propri passi e arrivare a una soluzione condivisa della vertenza”.

“C’erano tutte le condizione per addivenire ad una intesa e scongiurare gli esuberi dichiarati anche attraverso l’utlizzo di strumenti di sostegno al reddito – ha denunciato il funzionario della Fisascat Cisl Elena Maria Vanelli – Risulta quindi incomprensibile oltreché miope l’atteggiamento di totale chiusura del Gruppo Unipol. Auspichiamo che la proprietà accolga l’invito del dicastero e ritorni sui propri passi”.