Incidente a Zuccarello, sindaco Mai investe un capriolo: “finché non ‘ci scapperà il morto’ nulla cambierà”

«Il giorno 02/01/2014 alle ore 23.50 mentre rientravo a casa dal lavoro, Stefano Mai 2011ho investito un capriolo con l’auto. A circa 200 metri dal centro storico di Zuccarello, in piena curva, l’animale è sbucato improvvisamente sulla strada. La mia auto era in prossimità del bordo strada, ho sentito un forte colpo e visto il muso dell’ungulato che ha raggiunto il parabrezza». È il racconto del sindaco di Zuccarello, Stefano Mai, che ritorna sulla questione della “convivenza” tra gli abitanti della zona e gli animali selvatici che circolano anche sulle strade.

«Non ho avuto minimamente il tempo – prosegue Mai – né per frenare né per sterzare e fortunatamente la ridotta velocità dell’auto mi ha permesso il totale controllo della vettura, che ha mantenuto la sede stradale. Ho quindi fermato l’auto, sono sceso e ho potuto constatare i consistenti danni subiti (cofano, paraurti, fari, mascherina, parafango, passaruota e portiere) e che l’animale era sul ciglio della strada senza vita. Solo due mesi fa è successa la stessa cosa ad un mio consigliere comunale transitando per Cisano sul Neva. Nonostante la caccia di selezione, la sp 582 è sempre più invasa da daini e caprioli, a testimonianza del fatto che le misure adottate non sono ancora sufficienti. Animali di grossa taglia provocano costantemente incidenti stradali che fino ad ora non hanno avuto gravi conseguenze per le persone».

«Ricordo che alcuni anni fa anche un minorenne zuccarellese in motorino ebbe un incidente simile e se la cavò fortunatamente solo con qualche escoriazione. In questi anni ho visto troppi animali morire sulle strade, ed altrettanti automobilisti furibondi per i danni subiti. Rincasando spesso in piena notte, troppe volte personalmente ho schivato ungulati sulle strade, uno addirittura mi saltò letteralmente ad di sopra del cofano. Continuo a rimanere convinto che sia sempre più necessaria una consistente riduzione del numero dei capi, che ora si spingono anche all’interno dei centri abitati, per rovistare nei rifiuti e mangiare le piante da ornamento posizionate davanti alle porte di casa. È triste dirlo ma finché non “ci scapperà il morto” nulla cambierà».

«Ci saranno sempre quelli convinti che è meglio tutelare gli animali a prescindere rispetto gli umani che, anche se rappresentano una esigua minoranza, influiscono sempre troppo nelle scelte politiche. Personalmente sono affascinato da questi ungulati che sono belli da osservare nel loro ambiente naturale ma devono essere nella giusta proporzione, anche perché i danni che causano al territorio, ed in particolare ai terreni coltivati (sempre in costante diminuzione), sono incalcolabili», conclude il sindaco Stefano Mai.

2 Comments

  1. Il solito sindaco dell’albenganese amico dei cacciatori. Mica se la prende con loro perchè hanno liberato cinghiali prima e caprioli e daini dopo, ci mancherebbe.

  2. E chi sarebbero quelli convinti che è meglio tutelare gli animali al posto delle persone?
    Ovviamente, per il sindaco, gli animalisti, che sicuramente non lo votano e non lo voteranno. ALmeno fino a quando il signor sindaco non aprirà gli occhi e si accorgerà che gli animalisti e le loro associazioni chiedono di controllare i caprioli ed i cinghiali con meetodi diversi dal fucile, visto che sono stati proprio i cacciatori a “favorire” la crescita di questi animali e a non volerne assolutamente ridurre il numero o comunque aver fallito, a danno dell’agricoltura. E meno male che è affascinato da questi animali, altrimenti cosa farebbe?

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